Ideona, perché non inventarsi un nuovo concorso oleario?

Boggioli

L’olio nei bicchieri. Foto Boggioli

Prosegue il dibattito sui concorsi oleari. Dopo il post dello scorso 27 aprile (Tutti vincenti, perché siamo i migliori al mondo) e il successivo del 3 maggio (Ormai sappiamo tutti come si prepara un campione da inviare ai concorsi) la questione torna nuovamente in pista. Evidentemente è un tema caldo che bolle ancora in pentola e che prima o poi verrà alla luce in tutta la sua evidente urgenza. Sempre ammesso che il comparto oleario trovi il coraggio di affrontare il tema con estrema lucidità e franchezza. Intanto, a dare consistenza alle problematiche evidenziate, continuo a  ricevere sempre nuove comunicazioni. Alcuni tuttavia preferiscono manterere l’anonimato, anche perché non si sa mai, ci si espone, meglio non far sapere. Keith Richmond, dell’Azienda Agricola Boggioli, mi scrive ammettendo che condivide perfettamente quanto ho riportato intorno ai “premi, diploma e roba simile. Mi domando – prosegue Richmond – quanto valgano tutti questi concorsi. Secondo me – aggiunge – bisogna scegliere molto attentamente fra tutte le ‘tentazioni’. Sì, perché alcuni di questi strumenti, tra guide e concorsi – sono validi “aiuti pratici” nel consentire di scegliere gli oli di qualità”.

Boggioli 1“Mi viene in mente – aggiunge nella email Keith Richmond – che nel gennaio 2012 avevo scritto un articolo (in inglese e Italiano) proprio sui concorsi, che volevo mandare a te, ma all’ultimo momento mi è mancato il corraggio. Che ne sa uno straniero? Ho capito che il mio punto di vista era forse troppo ironico, o addiritura scherzoso per lettori italiani”.

“Dei concorsi – conclude il produttore dell’ottimo extra vergine Boggioli – ho scritto due righe, a seguito alla Medaglia d’Oro (suona bene, no?) che abbiamo ricevuto recentemente a Los Angeles. Certo, per la promozione del prodotto un tale riconoscimento può essere anche utile: ammettiamolo, senza vergogna”.

 

SILLY SEASON

No, no, non mi riferisco a Carnevale, ma alla stagione annuale di concorsi e guide agli oli extra vergine di oliva.

Nel 2011 abbiamo inviato venti litri all’incirca di olio extra vergine di oliva, per degustazione e valutazione. Se i risultati erano positivi, abbiamo ricevuto qualche attestato di qualità o addiritura un terzo premio. Però, tutto sommato abbiamo “pagato” tant’olio per pochi risultati concreti, a parte il fatto che tante aziende commerciali hanno potuto accedere al nostro indirizzo e-mail semplicemente sfogliando le guide, i cataloghi ecc. E non è che ho mandato dell’olio a tutti coloro che me lo chiedevano.

Poi, se aggiungiamo al costo dell’olio stesso (400 euro) i costi della spedizione (> i 100 euro) il vero costo comincia a farsi vedere. Ma non finisce qui.

Partecipare qualche volta è gratis (a parte i costi non indifferenti menzionati sopra), ma spesso noi concorrenti dobbiamo pagare il privilegio di mettere in gara il nostro olio – e anche tanto!

La spesa potrebbe variare da un minimo di 30 euro a un massimo di 120 euro (sì, euro 120!), alla quale bisogna aggiungere i costi individuati sopra. Tutto questo vale la pena solo per un’altra pergamena sulla parete o un paragrafo in un libro che pochi leggerano? Forse sì, probabilmente no.

Meno male che alcuni concorsi importanti come Sol d’Oro, o l’Ercole Olivario, richiedono una minima produzione di 10 quintali o più. Cosi, noi piccoli produttori possiamo beneficiare di questa discriminazione perch’è una specie di risparmio: non siamo tentati o obbligati a spendere ancora di più.

Piccoli produttori, non perdete né la speranza né l’ironia! C‘è una conclusione molto ovvia da tirare da tutto questo: fondare un concorso.

Pensaci bene: puoi chiedere 4 bottiglie da 0,50 l (più o meno la media) di olio extra vergine insieme alle analisi, preparare una degustazione e puntare su 200 concorrenti all’inizio. Ecco! Così avrai 400 litri di olio senza dover pagare la potatura, la raccolta, i trattori, il carburante, la frangitura, le bottiglie, le etichette e la monodopera.

Ci vogliono 10 euro a testa per l’iscrizione per pagare la degustazione e le targhe per i vincitori. Non può che essere un gran successo, quindi i 200 litri diventeranno la seconda volta 400, poi 600 e poi…. Sogna pure!

Rimanete in attesa. Vi farò sapere quando noi staremo per cominciare!

Keith Richmond

Keith

The Silly Season

It’s that season again! No, no, I don’t mean Carnevale. I mean the season of annual extra virgin olive oil competitions and guides.

In 2011 we submitted about 20 L of EVOO to various bodies for tasting and evaluation. If all went well, this resulted in write-ups in various guides and in some certificates extolling the virtues of our oil or even a prize (a third place in our case). That’s a lot of oil for something that may not produce any concrete results except put our e-mail address in full view of all sorts of commercial enterprises. And I didn’t even send oil to all those requesting it.

Add to the cost of the oil (€400) the cost of mailing or shipping (approximately €100) and the figure starts to fall into perspective. But that is not all.

While some of this participation is ‘free’ (see above), most of the time we prospective competitors have to pay for the privilege of entering – and handsomely. The entrance fee can be anything from €30 to €120 (yes, 120!), to which you have to add the costs mentioned above. Is it all worth it, just to have another parchment on the wall or a paragraph in a book that very few will read?

Small producers like us also face discrimination because some of the major competitions like SOL or the Ercole Olearia require a minimum oil production of 10 quintali. Who among small producers can match or exceed that amount? Perhaps there should be a national competition for producers of less than 10 quintals of EVOO.

Small producers, take heart! We can avoid being engulfed by olive oil giants, for there is one obvious conclusion tobe drawn from all this: start a competition. Think of it: you ask for 4 half-litre bottles (more or less the average) of oil together with their analyses, run a series of tastings, hope to have 200 entrants and – voilà – you have 400 litres of oil without having to pay for pruning, picking, tractors, fuel, milling, bottles, labels and labour. An entrance fee (10 euros) to pay the tasters and buy trophies for the winners. It’s bound to be a success, so the 200 will soon become 400, then 600, then….Dream on!

Watch this space. I’ll let you know when we start!

Questa voce è stata pubblicata in Analysis. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Ideona, perché non inventarsi un nuovo concorso oleario?

  1. Pingback: Panel test, c’è imbarazzo a parlarne? – OlioOfficina

  2. Maria Merlini scrive:

    Egr. Sig. Richmond,
    condivido le sue osservazioni.
    Saluti,
    Maria Merlini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *