Fame di lavoro

putto1Lo avevo promesso sul mio profilo facebook che avrei raccontato una storia insolita che mi è capitata. La riporto di seguito in forma di dialogo. Tra le tante richieste di amicizia che ricevo nel mio secondo profilo, Luigi Caricato OlioOfficina, ho accolto anche quella di una ragazza neo laureata. Nemmeno il tempo di accoglierla che subito ricevo un messaggio in chat. Cosa mi chiede?

“Buonasera, grazie per aver accettato la mia richiesta di amicizia!”

Esordisce così, la ragazza. Si firma tuttavia con un nome di battesimo diverso da quello del profilo.

Nome che non riporto qui.

“Sono un agronomo in cerca di lavoro sia in Italia che in Tunisia”, aggiunge.

“Interessante l’idea della Tunisia”, rispondo.

E lei: “Davvero? In che senso?”

Io: “Paese interessante per l’olivicoltura”.

La ragazza: “Si, lo so. Difficile trovare aziende italiane li”

Io: “Più facile trovarle in Marocco”

Lei: “Ma oltre ad aziende olivicole? Io conosco la Tunisia. In Marocco non so! In Italia?”

Io, proseguo chiarendo subito che mi occupo d’olio.

Con lei che replica: “Ho capito. Io non sono specializzata in olivo, ma tutto posso imparare! Ho voglia di lavorare”. E ancora: “Io voglio cominciare a lavorare”.

Breve pausa, poi aggiunge: “Mi scusi per il disturbo. Buona notte”

E io: “Grazie, ricambio. In bocca al lupo”

E lei, sorprendentemente: “Grazie per il non aiuto. Crepi”

E io, prontamente: “Prego. Non sono un’agenzia di collocamento”

La ragazza: “Poteva solo indicare aziende. E io cercavo di mettermi in contatto. Comunque grazie. Ho sbagliato a contattarla e a disturbare. Mi scusi. Buona notte”

Un po’ stupefatto, rispondo: “Così, a occhi chiusi? Senza conoscere la persona e la sua professionalità?”

Il profilo della ragazza esibisce non un volto umano, ma quello di un cane. Resto perplesso. Si può chiedere lavoro a chi non si conosce esibendo il profilo di un cane?

E lei: “Che vuol dire questo. Sono laureata in agraria. E come immagine del profilo metto quello che mi piace”. Quindi prosegue: “Ho tante mie foto. Comunque grazie. Buona notte”

Io non replico più. C’è altro da comunicare? Le chat con chi non conosco le evito, ma non le rifiuto a priori, rispondo educatamente, rispettando chi dall’altra parte cerca un contatto.

Ho chiuso tuttavia la comunicazione con una punta di profonda amarezza. Come può una neolaureata in agraria cercare lavoro in maniera così impropria e azzardata?

Possibile che il conseguimento di una laurea non permetta alle persone in possesso di un titolo di studi di capire che ci si presenta – anche attraverso facebook, perché no? – in maniera professionale?

Comprendo la fame di lavoro, soprattutto quando non si hanno esperienze e si ha una pazza voglia di esordire, di affermarsi, di guadagnare, di dare corso alla propria vita professionale, però non comprendo la superficialità di chi si accosta a una persona che non si conosce senza nemmeno la capacità di presentarsi, come se il lavoro fosse un automatismo, come se richiederlo in maniera così grossolana sia una buona carta di presentazione.

Forse sarò fuori dal mondo, ma a me questo modo di presentarsi non va. Io mi sono accostato al mondo del lavoro con umiltà. Ho scritto e pubblicato sin dall’età di sedici anni, e ho continuato a scrivere per molto tempo senza nemmeno prendere una lira, per pura passione.

Oggi tutti vogliono tutto, e subito, senza bussare, senza quella dose di umiltà e rispetto verso chi potrebbe essere d’aiuto. Il lavoro lo pretendono come fosse un automatismo, senza preoccuparsi di trovare in sé gli elementi che portino verso un obiettivo che non sia il lavoro per il lavoro, ma il lavoro secondo la propria vocazione, secondo il proprio spirito, secondo la propria identità.

E’ vero, c’è fame di lavoro, ma presentarsi bene, precisando le proprie capacità o vocazioni, è la strada migliore anche per presentarsi agli sconosciuti, magari con un proprio curriculum pronto per ogni occasione.

Per quanto possa valere oggi un curriculum, quanto meno contribuisce a mettere in evidenza le attitudini di una persona. O sbaglio?

 

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3 risposte a Fame di lavoro

  1. pasquale la notte scrive:

    Condivido in pieno, e con molta amrezza, la sua tesi! i giovani sono stati abituati ad avere tutto e subito: come per i giocattoli, le vacanze, la macchina ecc. le colpe?! cerchiamole a 360 gradi! cordialmente, le auguro sempre buon lavoro.

  2. Mario De Angelis scrive:

    Leggendo quanto hai pubblicato, caro Luigi, sono orgoglioso per essere rimasto con il mio diploma di Perito Agrario!!! Mi pare che alcuni Italiani abbiano conseguito la laurea in Albania, o sbaglio???

    • Luigi Caricato scrive:

      Io ritengo che sia un problema di educazione. Non di maleducazione, ma di ineducazione. Oggi non si viene educati ad assumere un ruolo. Non c’è stato rigore, in tutti questi anni, è mancata severità, disciplina e organizzazione.
      Io ho avuto un’educazione severissima, ma rispettosa, le uniche sopraffazioni le ho avute a scuola, con insegnanti incapci di educare, di far crescere i propri allievi “allevandoli”.

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