Una medaglia d’argento al cuoco cultore dell’olio di qualità

Matteo ScibiliaOggi per me è un giorno di festa, quasi un segno divino liberatorio. Si è posto fine dopo tanto tempo a un episodio umano increscioso e volgare, che preferisco tenere tutto per me, così da non sporcare la bellezza di una giornata proficua e beneaugurante. A coronamento di tutto, ho anche una bella notizia da comunicarvi: il cuoco Matteo Scibilia – patron dell’ Osteria della Buona Condotta, nonché direttore scientifico di “Cuochi di Lombardia”, oltre che responsabile scientifico del giornale “Italia a tavola” – riceverà il prossimo 18 aprile, direttamente dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, una medaglia d’argento quale benemerito della cultura e dell’arte. L’onorificenza rappresenta “il più alto tributo finora attribuito a un ristoratore”, come opportunamente si legge nel testo diffuso da “Italia a tavola”. Io sono contento di averlo avuto protagonista in tutte e due le edizioni di Olio Officina Food Festival. Le sue parole intorno all’olio da olive, complice sicuramente la sua ascendenza pugliese, sono sempre state appropriate, utili da prendere come buon esempio nell’ambito della ristorazione non sempre tanto attenta ai condimenti. Secondo Matteo Scibilia la “ristorazione è sicuramente l’anello forte (ma debole allo stesso tempo) di tutto il sistema. Scarsa cultura, incapacità di comunicare con il proprio cliente, formazione non adeguata del proprio personale, scelte dettate, ancora oggi, dalla variabile del prezzo, senza rapportarlo alla qualità e ad un uso non selettivo delle ricette. Non ultimo, comportamenti forse ancora presenti, di un uso disinvolto di bottigliette di olio sulle tavole dei ristoranti di fonte incerta, nonostante una legge che proibisca il rabbocco delle stesse”. E’ parola di ristoratore attento e sensibile, coraggioso anche nel sostenere tali verità. Le ha dette a Olio Officina Food Festival e le ha ribadite su “Italia a Tavola

Ma ecco alcuni stralci dal comunicato stampa diffuso dalla rivista “Italia a tavola”:

Un’onorificenza che riconosce l’impegno di un professionista che da trent’anni lavora con passione nel mondo dell’enogastronomia per la difesa e la valorizzazione di un lavoro che è fatto di impegno quotidiano, ricerca e difesa di valori culturali di territorio e nazionali. Tenere alta la bandiera della ristorazione significa contribuire a dare forza ad un settore che oggi è fra i cardini dell’identità nazionale e dello stile italiano nel mondo, contribuendo ad un tempo allo sviluppo economico e alla promozione della nostra cultura.

Un impegno che già in passato aveva visto Matteo Scibilia portare la categoria dei cuochi ad un primo riconoscimento da parte delle istituzioni con la sua nomina, nel febbraio del 2009, quale consigliere del ministero dei Beni culturali, Sandro Bondi, per occuparsi dell’identità della Cucina e della ristorazione italiana, in un contesto di promozione di tutte le eccellenze culturali del Paese. Un incarico che Matteo Scibilia aveva assunto con entusiasmo, ma che le pastoie burocratiche (e l’assenza di anche un solo euro per qualsiasi attività o rimborso spese) avevano un po’ messo in secondo piano. Il vulcanico cuoco brianzolo (di origini siculo-pugliesi) ha peraltro lavorato anche in assenza di uffici od assistenti, e anche con i cambi di Ministri, al punto che Ornaghi, che nei mesi scorsi aveva dichiarato di volersi impegnare per un sostegno della valore culturale della Cucina, gli ha fatto ora attribuire la medaglia d’argento al merito, primo caso come detto per un cuoco.

Ricordiamo che finora le più alte onorificenze attribuite a cuochi sono state solo quelle di Commendatore al merito della Repubblica e sono state date, fra gli altri, a Vittorio Cerea nell’88, a Gualtiero Marchesi nel ’91 e al Giancarlo Deidda nel ’94.

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