Nessuno trascuri l’importanza nutraceutica e nutrigenomica dell’olio da olive

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Una scena di Olio Officina Food Festival 2013. Foto di IAI Design

Quest’oggi ho piacere di ritornare ancora una volta sull’ebook di Massimo Occhinegro (Analisi economica su venti imprese del comparto olio di oliva. Confronto degli esercizi 2010 e 2011), realizzato per Olio Officina Food Festival e scaricabile direttamente in forma digitale dal web. E un report offerto gratuitamente al solo scopo di sensibilizzare la filiera dell’olio di oliva nel tentativo di restituire il valore perduto a un alimento che invece gode delle attenzioni di tutta la popolazione mondiale, per via degli effetti benefici che apporta sulla salute. Colgo così l’occasione per rendere pubblico, a beneficio di tutti, l’apprezzamento espresso dal professor Giuseppe Caramia, presidente del Sioos, la Società internazionale olio di oliva e salute.  Le sue osservazioni – mi raccomando – vanno prese nella dovuta considerazione. Risollevare le sorti dell’olio extra vergine di oliva si può. Per riuscirci, è necessario prendere in esame almeno tre punti strategici.

Ma ecco, la lettera del professor Caramia, il quale, oltre a essere presidente del Sioos, è primario emerito di Pediatria e Neonatologia presso l’Azienda ospedaliera materno-infantile “G. Salesi” di Ancona.

 

Il professor Giuseppe Caramia a Olio Officina Food Festival. Foto IAI Design

Il professor Giuseppe Caramia a Olio Officina Food Festival. Foto IAI Design

Carissimo Luigi,

oltre alla necessità di una strategia comune, alla quale fai giustamente cenno da tempo fino ai recenti “Olio O fficina Food Festival”, è, a mio modesto avviso, sempre più evidente che bisogna:

–  far capire, in primis agli italiani e poi a tutti i consumatori, l’importanza dei vari composti minori dell’olio extra vergine d’oliva sulla salute dell’uomo e sulla longevità fin dalla prima infanzia.

Questo è quanto emerge sempre più chiaramente dalle più recenti indagini dell’azione dei composti minori, a livello di genetica molecolare, che prevengono non solo la comparsa delle patologie della senescenza ma favoriscono anche la longevità;

– far apprezzare, attraverso opportuna educazione del consumatore, le caratteristiche gustative del vero olio extra vergine d’oliva e della sua importanza nutraceutica e nutrigenomica (anche sulla longevità);

– ostacolare, nella maniera più assoluta, l’importazione di oli di scarsa qualità che poi, una volta in Italia, vengono spacciati come oli di qualità e venduti a prezzi estremamente concorrenziali danneggiando irreparabilmente, come giustamente tu sottolinei, tutte le aziende  olearie italiane, olivicoltori, frantoiani, confezionatori, e commercianti onesti.

Strategie non semplici ma solo così l’olio da olive saprà creare valore.

Un abbraccio e a presto.

Pino

 

 

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