La verità, tutta la verità sul comparto oleario italiano

olio officina reportVolete davvero aprire la vostra mente e non essere vittime di pregiudizi? Volete per davvero far luce su un comparto, quello dell’olio di oliva, di cui tanto si parla e si scrive, ma spesso a vanvera o per sentiro dire, se non addirittura camuffando la realtà, senza il nemmeno coraggio di aprire gli occhi e riflettere sul futuro? Bene, se siete giunti a questo punto e avete la curiosità di conoscere la verità, ma proprio tutta la verità sul comparto oleario italiano, allora sì, siete proprio pronti per cliccare QUI e scaricare l’ebook realizzato da Massimo Occhinegro per Olio Officina Food Festival. Si tratta di un report imperdibile che metto a disposizione di voi tutti gratuitamente. Il titolo? Analisi economica su venti imprese del comparto olio di oliva. Confronto degli esercizi 2010 e 2011. Volete saperne di più? E allora ecco la mia prefazione all’ottimo, e inedito, lavoro di Massimo Occhinegro. Vi stupirete, e se siete sufficientemente saggi inizierete dapprima a preoccuparvi per lo stato della realtà e poi, abbandonando le seducenti comunicazioni di chi per ingannarvi vi racconta storielle, vi mettete d’impegno, uniti e coesi, per trovare una soluzione al difficile contesto operativo in cui si muove il comparto oleario italiano, Credetemi, ci sono imprese che danno l’anima pur di restituire valore all’olio extra vergine di oliva. Ci vuole solo unità.

 

La svolta necessaria

In fondo, è un desiderio che si coltivava da tempo. E’ mancata soltanto l’occasione, o forse, molto più onestamente, la volontà di esaminare la realtà per quello che è, e non certo per come la si immagina o si preferisce vederla – per comodità e pigrizia, ma soprattutto per paura di affrontare le problematiche e fronteggiarle con la dovuta determinazione.

Far luce sull’effettivo stato di salute del comparto oleario italiano, al di là dei soliti e quanto mai prevedibili luoghi comuni, è stato il filo conduttore che ha mosso e ispirato lo studio egregiamente condotto da Massimo Occhinegro.

Esperto di marketing e, per professione, revisore di aziende di rilevanza nazionale e internazionale, l’autore ci porta a conoscenza di un quadro generale purtroppo veritiero, esaminato in ogni dettaglio, e proprio per questo alquanto utile nel tentativo – io direi ben riuscito – di far comprendere anche ai non esperti di bilanci societari, in che direzione stia effettivamente procedendo il comparto oleario italiano, e, in particolare, in vista di quale futuro occorrerà d’ora in avanti lavorare.

Si tratta di uno studio oggettivo, fondato sui numeri, che riguarda l’adesso, il “qui e ora” di un momento storico caotico e sufficientemente afflitto da un senso irrisolto di precarietà. Analisi economica su venti imprese del comparto olio di oliva. Confronto degli esercizi 2010 e 2011, è il titolo dello studio, pensato espressamente per la seconda edizione di Olio Officina Food Festival, primo di altri studi che seguiranno di volta in volta.

Rivolto agli specialisti del settore, è stato presentato per la prima volta a Milano il 25 gennaio 2013, poi riproposto a più riprese in altri appuntamenti convegnistici di primo piano. Così, per sensibilizzare intorno alle sorti future del comparto, oltre alla necessità di reagire allo stato di quiescenza che sta attraversando da anni il settore, ho pensato bene di mettere a disposizione di quanti lo vogliano tale studio, in modo da spingerli a riflettere e reagire.

Anche se gli addetti ai lavori praticano i commerci da lungo tempo, ritengo che il mercato degli oli di oliva sia tuttora materia incandescente, tanto complessa quanto sconosciuta, o comunque poco approfondita. L’intento della pubblicazione non lascia adito a dubbi: mettere in guardia coloro che, chiusi nel proprio egoismo, non intendono cambiare atteggiamento, nonostante la realtà si dimostri poco rosea.

Nella condizione di incertezza in cui si sta operando nel corso degli ultimi anni non si può più andare avanti. E’ tempo di costruire uno scenario diverso, cercando di porre le basi di una rinascenza e ridare valore all’olio extra vergine di oliva, senza tuttavia trascurare l’intera gamma degli oli di oliva.

Non entro nel merito di quanto emerge dallo studio. Lascio a chi legge l’impegno a scoprirlo da solo. Mi corre però l’obbligo morale di mettere in guardia chiunque dal rinchiudersi in se stesso e decidere di correre in solitudine. Da soli, non si va da nessuna parte. La situazione attuale, divenuta ormai insostenibile, va necessariamente mutata. Uno spiraglio di luce positiva a ben vedere c’è: dall’attenta analisi dei bilanci delle aziende olearie si scopre che le imprese virtuose vengono, nonostante tutto, premiate dal mercato, ma non possono lavorare in perenne stato di incertezza. Non è giusto. Occorre creare il clima ideale perché si lavori bene e in maniera condivisa e coesa. Non è un sogno irrealizzabile. Basta frenare ogni pretesa di stampo ideologico.

La svolta è necessaria e improcrastinabile. Un po’ la crisi economica internazionale, un po’ le conseguenze di una crisi strutturale causata da decenni di assenza strategie politiche e commerciali nell’ambito degli oli di oliva, tutto sembra condurci verso il declino del settore, ma non è così: la strada della rinascenza, credetemi, è possibile. E’ sufficiente non demordere e lavorare per l’unità della filiera. Non è chiedere troppo.

 Luigi Caricato

Direttore di Olio Officina Food Festival

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