Forza liquida, chi scopre la qualità non la abbandona mai

Nel cuore dell'olio. Foto di IAI Design-Olio Officina

Nel cuore dell’olio. Foto di IAI Design-Olio Officina

Quest’oggi il “Corriere della Sera” onora il vino, e in parte anche l’olio, con un inserto di ben trentasei pagine. Bello il titolo del ricco inserto: “Forza liquida”. E il liquido in questione è appunto il vino, bevanda italica per eccellenza, ma è liquido anche il “liquore grasso”, così come lo si denominava in altre epoche, ricavato dal frutto dell’oliva. Corrette a leggere questa abbondanza di testi: un lavoro egregio, ben riuscito. Nel mio articolo affronto la vera storia attuale dell’olio, nel lacerante contrasto tra spinte depressive e incoraggiamenti che aprono all’ottimismo. In mezzo c’è l’olio da olive, una ricchezza inestimabile ma che per stoltezza e ignavia ora è vittima delle continue promozioni e soprattutto del sottocosto cui si ricorre  quale generatore di traffico nei punti vendita della grande distribuzione. Non vi anticipo altro, se non l’invito a far ampliare l’orizzonte dei consumatori e indirizzarli correttamente verso consumi appropriati. Il consumatore deve puntare alla sperimentazione diretta di tutti gli oli disponibili. Alla fine chi scopre la qualità non la abbandona mai, nemmeno per un prezzo in sottocosto. Ridare valore agli extra vergini significa garantire la presenza sugli scaffali di un prodotto dalla qualità garantita.

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