Tra gli oli del mondo quelli italiani dove stanno, da 1 a 10?

Alex GuzziNei giorni di Olio Officina Food Festival ho avuto il piacere di essere intervistato da Alex Guzzi, giornalista del Corriere della Sera, bravo, scrupoloso e attento. L’articolo apparso sul quotidiano è per me un motivo di orgoglio. E’ stato il frutto di una lunga conversazione al telefono, cui è seguita anche una ulteriore intervista per email. Qualche settimana fa Alex, che non ho avuto il piacere di conoscere mai di persona, è stato male e tuttora è in ospedale. Mi dispiace tantissimo, e spero guarisca presto. E’ un giornalista molto bravo e mi piacerebbe che mi intervistasse ancora, magari incontrandoci di persona. E’ tra i pochi che presta attenzione all’intervistato, segno di grande serietà. Per questo oggi, in suo omaggio, riporto una sua domanda con la mia risposta. Nella speranza che presto Alex torni tra noi in piena forma. Tanti cari auguri di rapida guarigione, Alex; e ancora grazie per la qualificata attenzione che mi hai riservato.

 

Alex Guzzi: Tra gli oli del mondo quelli italiani dove stanno da 1 a 10?

Luigi Caricato: Faccio sempre fatica a fare classifiche, ma resta il fatto che noi siamo sempre primi nella percezione del consumatore mondiale. Diciamo che pecchiamo di superbia, alle volte. Ci sediamo sugli allori, mentre la materia prima olio induce a essere sempre innovativi. Non abbiamo più la tenacia di un tempo, soprattutto quella delle aziende di fine Ottocento, inizi Novecento, in grado di inventare nuove forme di comunicazione. Gli spagnoli incalzano e dominano la scena sia sul prodotto di massa senza grandi qualità, sia nel contempo con gli extra vergini d’eccellenza. Incalzano con prezzi abbordabilissimi. Anche i loro oli d’eccellenza costano meno nel produrli. Ci sono altri Paesi che incalzano. Occorre un nuovo spirito per affrontare il futuro, non si può vivere sull’onda del passato. Occorre inventarsi strade nuove. I solisti non mancano, manca semmai l’orchestra.

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