Sono fragile, sparo poesia

guido ceronettiConfesso di essere un grande estimatore di Guido Ceronetti. Non perdo un suo libro. I più coinvolgenti sono quelli apparsi negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Ora, per Einaudi, nella collana bianca di poesia, è stato pubblicato Sono fragile sparo poesia. Un titolo che racchiude in sé, insieme, gli elementi della vulnerabilità e della  forza. Ceronetti è autore di saggi, reportage, romanzi, testi per il teatro e traduzioni. Ha scritto piú di cinquemila versi, tra cui alcuni dedicati all’olio, come i seguenti, tratti da Due cuori e una vigna, editi da Il Notes Magico:

Olio e Pane è il pranzo del Signore

Pane e olio è degli Angeli la cena

Olio e Preghiera è il Pane della sera.

Sono fragile sparo poesia

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Una risposta a Sono fragile, sparo poesia

  1. Leonardo Laureti scrive:

    Stimo Ceronetti… ricordo un verso scritto in “Pensieri del tè”….

    “La terra è sempre stata un luogo inospitale e terribile, ma vederla trattare così, con tanta brutalità, da sterminate legioni di cannibali… C’è altro, ancora, che vi angoscia?
    – C’è la scuola, la scuola come obbligo, come prigione mentale. Basterebbe questo. Come tollerare di mandarci degli esseri indifesi, di saperli chiusi là dentro, la loro mente confusa messa a friggere in quelle sudice padelle… Perché sappiamo quanto vigliaccamente li corromperebbero quei libri, quelle bocche, quella scienza. E come sottrarli? Dappertutto è scuola, il carcere scolastico ti segue come un agguato in qualunque posto. E poi l’Università, un concentrato di deliri, Zecca di libri falsi, anticamera dell’inferno tecnico, martello di orizzonti ciechi… No, rinunceremo ad aver figli, ma ameremo e cureremo come potremo le vittime dell’uomo: animali, alberi, bambini. Agli ultimi fiori nati liberi, insegneremo l’ultimo latino.”

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