La bella forma dell’olio, per dare ulteriore valore e classe

cucina italiana di marzo11Se prendete “La Cucina Italiana” di marzo – il numero in edicola, per intenderci – troverete nella mia rubrica dedicata agli oli troverete come tema di fondo gli extra vergini in confezione speciale, mentre l’articolo di spalla è dedicato ai trent’anni da poco festeggiati dell’Onaoo, la storica associazione di assaggiatori di olio di oliva che proprio nel febbraio 1983 mossero i primi passi in qualità di scuola d’assaggio, la prima al mondo. La grande curiosità resta sugli oli che ho selezionato, ben quattro, dal “Tasting kit” della Coppini Arte Olearia, con tre botiglie da 100 ml e addirittura un bicchierino per l’assaggio, al “Firmato Flavio Lenardon” di Tesori della Costa, in una confezione dal prezzo che lascia tutti stupiti, di ben 90 euro il mezzo litro, in bottiglia di vetro blu; e dal “Triangolo dell’olio”, espressione di Tenuta di Carma, Podere Ermellino e Formica Alta, in confezione originalissima, sia quella al cui interno si scopre essere un’oliera con tre bottigliette da 100 ml, sia nella opzione libro con tre bottiglie racchiuse appunto in forma di libro; per concludere, infine, con la nota “Uliva 1111” di Agraria Riva del Garda, in una confezione originalissima, e anche in questo caso disponibile in una versione con libro annesso. Insomma, anche il mondo dell’olio sta crescendo sensibilmente, ma c’è ancora molto da fare. Mi piacerebbe scoprire altre confezioni originali e innovative. Sì, perché se pure l’olio resta un prodotto d’uso quotidiano, non è detto che non debba proporsi in confezioni lussuose, da regalo.

cucina italiana di marzoSembra che gli italiani non ci credano ancora, a differenza degli spagnoli, i quali invece, accanto agli oli dal consumo di massa presentati nel Pet, ricorrono, per gli oli d’eccellenza, non soltanto a vetri dalle forme speciali, ma a confezioni il più delle volte esclusive e uniche, se non addirittura sbalorditive. Al punto da lasciare stupito il compassso d’oro Gianni Pasini nel corso della relazione di Juan Penamil , direttore di “Mercacei”, in occasione di Olio Officina Food Festival.

Noi in Italia abbiamo fatto scuola in passato, negli anni Ottanta, con la bottiglia del consorzio “Laudemio”, originalissima e pratica, bella e funzionale. Sarebbe l’ora di ridestarsi un po’ e di formulare un nuovo corso per il packaging dell’olio italiano. Che ne dite?

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