Un ordigno per intimidire, esprimete solidarietà a Laura La Torre

L'urlo, 1885, Edvard MunchE’ accaduto questo. Giovedi 14 febbraio qualcosa non è andata nel verso giusto in via Quintino Sella. Negli uffici dell’Icqrf, la sede dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, c’è stata una esplosione inattesa. Il fumo ha invaso la stanza di Laura La Torre. Una fiamma si alza e crea il panico. Il respiro che a stento si trattiene, la paura incombente. Non si capisce bene cosa stia accadendo. Nessuno pensa alla possibilità di un ordigno. L’obiettivo è la stanza del direttore generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione. Si tenta di spegnere la fiamma. Si fa il possibile affinchè il fuoco non si propaghi. L’impianto anti incendio va in tilt. Arrivano gli artificieri, mettendo i locali in sicurezza. Parte l’indagine delle forze dell’ordine, scatta la denuncia da parte della dottoressa La Torre. Sporge querela contro ignoti. E’ una donna che si è distinta per professionalità e dedizione. Per punire la sua bravura, la politica l’ha promossa affidandole incarichi prestigiosi, ma le sottraggono il personale per poter operare. Accade di tutto. C’è una parola per definire il tutto: mobbing. Le donne quando sono brave spaventano. Se sono libere, spaventano ancor di più. Non è un caso che la notizia sia passata sotto silenzio, o comunque sia stata minimizzata, quasi fosse un incidente, non un atto di intimidazione. Ma un ordigno è un pur sempre un ordigno, seppure rudimentale nel suo aspetto. Per fortuna mancava l’esplosivo. Si è trattato solo di un atto intimidatorio. Non c’è spazio per equivoci. La signora La Torre ha dato molto anche al mondo dell’olio. Per questo l’hanno isolata. Le pressioni della politica – quando esercitate: cioè, sempre – funzionano. Chi è libero, subisce l’isolamento. Questa è l’Italia. Nessun gesto di solidarietà da parte del ministro Mario Catania, impegnato per un seggio in Parlamento. Cosa sarà mai la presenza di un ordigno in uno degli uffici che fanno riferimento al suo dicastero. Nemmeno una telefonata in forma privata, anche solo di facciata. Per pura ipocrisia. Le associazioni femminili non hanno potuto dare conforto a Laura La Torre. Nessuno sembra sapere nulla. Questa è l’Italia dell’anno 2013. Viviamo in un Paese vinto dall’indifferenza e sovrastato dalla politica. Si depredano risorse e si scuotono le anime dei giusti. Se siete persone per bene, indignatevi pure. Reagite. Denunciate l’atto intimidatorio esprimendo piena solidarietà alla malcapitata protagonista del grave gesto. Non lasciatevi intorpidire dall’indifferenza.

Luigi Caricato

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7 risposte a Un ordigno per intimidire, esprimete solidarietà a Laura La Torre

  1. pasquale la notte scrive:

    In mancanza di OLIO OFFICINA molte notizie ed avvenimenti sarebbero celati alla pubblica opinione! grazie, e non dovremmo stancarci mai di ripeterlo, alla caparbietà, puntualità e tempestività del dott. CARICATO la cronaca, e non solo, entra nlle nostre case. Sono molto vicino alla dott.ssa LA TORRE per l’accaduto, da condannare con forza e determinazione, sia perché offende la sua dignità di donna sia perchè rivolta ad una professionista seria, preparata e ligia al proprio dovere. Ogni commento al comportamento del ministro ed allo strapotere della politica é inutile e superfluo se si tien conto della grave crisi in cui versa la nostra amata patria! Fortunatamente l’Italia é ricchissima di donne e uomini onestissimi, volenterosi, capaci che amano pazzescamente il proprio lavoro e che danno tanto lustro alla nazione.
    Buon lavoro e tanto coraggio per continuare nella sua opera a salvaguardia della salute degli onesti cittadini.

  2. Ero all’estero e ho letto solo ora. Conoscendo la tua sensibilità e il tuo rigore, attraverso te esprimo alla dottoressa La Torre tutta la stima e la solidarietà che indiscutibilmente merita. Se la stampa in generale ha ignorato la notizia, fenomeno incomprensibile è che a questo fatto non abbiano prestato la dovuta attenzione le pseudo-giornaliste impegnate.
    Riprenderò latua notizia sul noistro prossimo numero con qualche doveroso commento, anche se con ritardo.

  3. Angela Colli scrive:

    E’ una cosa gravissima. Purtroppo i media non hanno dato il giusto peso. La mia solidarietà a Laura e all’Icqrf,
    la cui importantissima attività va sostenuta e pubblicizzata

  4. carlo ravanello scrive:

    Carissimo Luigi,
    qualsiasi atto intimidatorio va denunciato e perseguito.!
    Nel caso poi che sia coinvolta una donna, così seriamente impegnata come affermi, il fatto assume contorni ancora più spregevoli, al limite della vigliaccheria.
    Penso che vorrei esprimere alla d.ssa La Torre la mia personale solidarietà.

    Carlo Ravanello giornalista in Genova

  5. Esprimiamo piena solidarietà a una figura sicuramente esemplare, qual è la dottoressa Laura La Torre, il cui contributo all’agricoltura è di grande portata. Stupisce che non si sia data notizia al vile atto intimidatorio, quasi a voler minimizzare il gesto criminale.

  6. Esprimiamo alla dottoressa La Torre la solidarietà dell’associazione Donne dell’olio e vorremmo “urlare” la nostra riprovazione per farci meglio sentire anche da chi ha cercato di tenere nascosto quanto accaduto. Siamo certe che chi ha voluto intimidirla non riuscirà mai nei propri intenti. Laura La Torre non è sola! La ringraziamo per il coraggio civico e il rispetto della legge che ha sempre mostrato e la capacità di non arretrare anche quando i potenti del momento lo richiedono.

  7. michele labarile scrive:

    Non la conosco di persona, ma conosco nell’ICQRF persone che stimo per la loro serietà e capacità professionale. Tutta la mia solidarietà umana e professionale !

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