Se esistono le cantine-tempio perché mancano architetture analoghe per i frantoi?

Cantina Petra, foto di Luigi CaricatoE’ stato davvero un bellissimo impatto. Ogni volta che si ha occasione di visitare una cantina progettata da un grande architetto si resta affascinati e pieni di interrogativi. La bellezza parla da sè e non ha necessità di essere raccontata. Gli interrogativi si fanno sempre più stringenti quando ci si chiede come mai non esistano frantoi altrettanto fascinosi, attraversati dalla medesima un’aurea di sacralità. Visitando oggi a Suvereto, in località San Lorenzo Alto, la cantina Petra, l’interrogativo me lo sono posto ancora una volta. La famiglia Moretti, per chi non lo sapesse, ha affidato all’architetto Mario Botta il compito di progettare la cantina. Una grande opera che a osservarla a distanza di anni conserva ancora intatta la sua perfetta simbiosi con il territorio e, insieme, il carattere di sacralità. E’ un vero peccato che accanto a grandi cantine realizzate da alcuni, coraggiosi, imprenditori illuminati, non vi siano frantoi altrettanto fascinosi e carichi di spiritualità, come fossero un tempio in cui celebrare l’olio nella sua sacralità. E’ una lacuna che spero venga presto colmata. Perché anche l’olio – occorre pur dirlo – merita un suo tempio.

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