L’olio in enoteca. Meno commercianti e più imprenditori

la cucina italiana gennaio 2013Il tempo scorre rapido e non ho avuto modo di segnalare il numero di gennaio del mensile “La Cucina Italiana”. Troppe energie spese per l’organizzazione di Olio Officina Food Festival, come è giusto che sia, e così ho dimenticato di far luce sulla mia rubrica “Conoscere l’olio”. Interessante in particolare la mia idea di recensire gli oli prodotti da alcune storiche aziende vinicole italiane. In ordine Petra da Suvereto, in Toscana; Antonelli San Marco, da Montefalco, in Umbria; Librandi da Cirò Marina, in Calabria; e Planeta, il Dop Val di Mazara denocciolato, da Menfi, in Sicilia. Al di là degli oli dei vignaioli, va segnalato l’articolo di spalla, incentrato sulle enoteche. Il tema delle enoteche l’ha giustamente sollevato tempo fa l’esperto di marketing Massimo Occhinegro, in diverse occasioni. Lo stesso tema è stato riproposto al festival, ma ciò che fa bene è la sensibilità di alcuni enotecari, come per esempio Beppe Bertone di Enolora, a Chiuro. Ora non resta che muoversi in questa direzione. Sarà un percorso a ostacoli, perché tranbne alcuni illumonati enotecari, non tutti hanno la capacità di guardare lontano. Tranne poi adeguarsi alle mode. Ma come è stupido il mondo degli operatori commerciali: vendono ciò che è facile e non accettano le sfide. Essere pionieri è segno di intelligenza e per certi versi di eroismo. Ecco perché l’Italia vola basso. Perché non esitono persone capci di assumersi dei rischi in proprio, pur di guardare lontano, vcon gli occhi puntati al futuro. Sarebbe utile censire le enoteche più sensibili ad accogliere conpimportanti l’olio da olive. Magari si può organizzare qualcosa, per favorire tale tendenza. La mia inventiva, di sicuro, farà la propria parte. La speranza, tuttavia, è che gli enotecari dimostrino di essere meno commercianti attenti al soldo e più imprenditori illuminati. Sarà un futuro possibile?

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3 risposte a L’olio in enoteca. Meno commercianti e più imprenditori

  1. guido scrive:

    sono un futuro enotecaro e mi piacerebbe creare anche un oleoteca. mentre per il vino esistono corsi (vedi AIS ONAV) per l’olio non ho mai trovato molto in giro. E’ vero che serve informazione e formazione ma chi come me vorrebbe farsi una cultura fatica a trovare chi gliela fa (se non a prezzi francamente alti). Se conoscete, possibilmente in zona Milano, un percorso da seguire sarei ben felice di essere “educato”
    Grazie

    • massimo scrive:

      Caro Guido, è questa la svolta. Sarebbe molto bello fare qualcosa in modo che gli enotecari vengano istruiti gratuitamente. Se l’enotecario non conosce il prodotto, in tutte le sue sfumature, come può spiegarlo ai suoi clienti abituali del vino? Mi fa molto piacere che Lei voglia capirne di più. Da parte mia cercherò di aiutarla per quanto sia nelle mie possibilità (non economiche) ma di conoscenze. Luigi Caricato può fare sicuramente qualcosa.

  2. massimo scrive:

    Non posso che condividere l’appello. Come sempre la tua sensibilità è fondamentale per modificare il modo sbagliato di agire fatto fino ad ora. Le Enoteche e gli enotecari, se adeguatamente indottrinati, possono svolgere un ruolo importante per la diffusione della conoscenza delle mille sfumature degli oli extra vergini di oliva, puntando sui target giusti (gli stessi del vino , compresi i ristoratori) adeguati al prodotto, almeno inizialmente.
    Sono loro i primi a dover essere “educati” insieme ad altre categorie (ristoratori, studenti di scuole alberghiere, ragazzi). Una sorta di “strategia di accerchiamento” per dare valore al prodotto. Gli enotecari che vendono, devono capire il prodotto, e saperlo apprezzare, per poter trasmettere ai propri clienti , quel piacere e quel valore che l’olio extra vergine di oliva sa esprimere, attraverso degustazioni dirette ma soprattutto con finger food, come è avvenuto ad opera dello chef Giuseppe Capano ad Olio Officina Food Festival.
    Ottima l’idea quindi di creare una sorta di guida delle enoteche che già considerano importante e centrale l’olio extra vergine di oliva giacché possono coesistere un olio “democratico” come ami dire, condimento per tutti, ed un olio di alta qualità da usare con più parsimonia, se vogliamo, dato il più alto valore “condente” che equivale al “più sapore con minor quantità” e quindi “maggior risparmio per un maggior piacere” . Grazie.

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