L’olio come bene “democratico”

AnsaSi lavora instancabilmente, Olio Officina Food Festival è ormai alle porte, e intanto oggi ho proseguito nell’organizzazione e messa a punto del grande happening dell’olio e dei condimenti, senza mai smettere. La bella novità è il dispaccio diffuso dall’Ansa, che rilancia ciò che io teorizzo da tempo: l’olio quale “bene democratico”. Ne approfitto per riposarmi, riportando pari pari la nota dell’agenzia.

L’iniziativa, prevista al Palazzo delle Stelline, è stata concepita per “ridare ai condimenti un ruolo chiave nell’ambito alimentare”, ma è anche “un grande movimento culturale nato per mettere in evidenza i condimenti e, in particolare, l’olio da olive”. Tanti i focus dell’iniziativa, come ad esempio quello strettamente legato agli usi dei condimenti in cucina, con la presenza di chef, maestri di cucina, ma soprattutto di biochimici, nutrizionisti, oleologi e tante altre figure che ruotano intorno all’olio da olive e ad altri condimenti, l’aceto in primis. Come spiega Luigi Caricato, il direttore della manifestazione, “oggi, per fortuna, si può parlare a buon diritto di ‘olio democratico’, disponibile per tutti, visto che le nuove tecniche estrattive, oltre alle nuove economie in atto, consentono ormai di rendere popolare un prodotto, l’attuale olio extra vergine di oliva, fruibile e accessibile da tutti”. Al Festival i visitatori si confronteranno con le produzioni olearie d’eccellenza di ogni angolo del mondo, con l’India eletta ‘Paese d’Onore’. Ma non è l’unica sorpresa: ci sarà infatti anche l’e-taster, un tecnologico ‘oil bar’ del futuro gestito e ideato dall’Onaoo, la storica organizzazione di assaggiatori di olio di oliva che proprio a Olio Officina Food Festival festeggeranno il trentennale della loro fondazione.

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