L’extra vergine è vero re se ha una propria corte

Continua su facebook il dibattito sugli oli di oliva. La paura è tanta al punto che si cerca ogni modo e occasione per disconoscerli. Peggio ancora: per rinnegarli. Piaccia o meno, è così, occorre prenderne atto. Ulivitasocialoil ha ripreso il mio post apparso su Olio Officina e ha aperto un dibattito. Non tutti – come era prevedibile – potevano accogliere l’ampia gamma degli oli ricavati dalle olive. Alcuni provano perfino una repulsione. Ed ecco di conseguenza il mio commento. Con una premessa d’obbligo: l’extra vergine è re, sopra tutti i grassi, ma a ruota segue anche tutto il resto, ma proprio tutto, senza alcuna riserva verso ciò che si ricava dall’oliva.

Mai dimenticarlo, gli oli ottenuti dal frutto dell’oliva hanno maggior valore rispetto a quelli che si ricavano dal seme.

Tutti hanno un ruolo di primo piano. In ordine di importanza: l’olio extra vergine di oliva, l’olio di oliva vergine, l’olioo di oliva, l’olio di sansa di oliva.

Nessun dubbio al riguardo. E’ un principio che non si può negare, altrimenti il mercato si riduce al solo olio extra vergine di oliva. Non può essere così. Servono prodotti cuscinetto che si interpongano tra gli extra vergini e gli oli non di oliva.

Non è un caso che in diverse circostanze gli oli da seme raggiungano ormai livelli di prezzo paragonabili agli extra vergini, o proposti addirittura a prezzi inferiori agli oli da seme. E’ il caso dell’olio Cuore, che è soltanto un banalissimo olio di semi di mais.

Posta tale premessa, è necessario dimostrare di possere una buona dose di razionalità e buon senso.

E’ sbagliatissimo demonizzare ciò che non è classificabile extra vergine pur derivando dall’oliva.

Se non si comprende una simile lezione, non può esserci futuro per gli extra vergini.

Ora, tra l’altro, arrivano sul mercato gli oli da seme ad alto contenuto oleico. Di fronte a tale evidenza, solo la cultura può salvare l’extra vergine con tutta l’ampia gamma degli oli di oliva.

Purtroppo in tutti questi anni se l’olio da olive ha perduto il valore acquisito nel corso dei secoli, è a causa di una scarsa o male orientata cultura di prodotto.

Quando molti anni fa scrivevo in tutta solitudine di olio extra vergine di oliva, molti pensavano ad altro. Ora, i grandi assenti di un tempo, si sentono paladini dell’olio extra vergine di oliva, arrivando a cancellare – forse più per mancanza di conoscenza che per mala fede – tutta la corte del re.

I nuovi fedeli dell’olio extra vergine di oliva, invocano solo il proprio re, ma senza contemplare la sua corte, con il risultato di avere oggi un re tutto solo, impoverito, depresso, depotenziato e senza regno.

E’ questa la strada giusta? Non lo credo, nella maniera più assoluta.

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2 risposte a L’extra vergine è vero re se ha una propria corte

  1. Marco Cartolina scrive:

    Nel mio commento c’è un refuso di stampa. La DOP Terra di Bari mi sembra che NON abbia tanto successo.

  2. Marco Cartolina scrive:

    Mi piace la tua espressione di olio democratico e il rispetto per tutti gli oli che derivano dalle olive. Un anziano oleario mi raccontava che molti anni fa in Italia si consumava più olio di oliva dell’olio extravergine di oliva. Non solo. Mi parlava di un mitico olio di oliva “RIVIERA”, chiaramente ligure, composto da un ottimo olio di oliva raffinato tagliato con il 20 oppure 30% di ottimo olio extravergine di Andria (amaro e piccante intenso). Si otteneva un olio molto delicato con un fondo dolce-mandorlato e con un piace vole leggero sentore di fruttato, amaro e piccante. E l’olio di Andria era molto richiesto per questo uso. La DOP Terra di Bari mi sembra che abbia tanto successo. Oggi sugli scaffali troviamo quasi esclusivamente oli extravergine di oliva, mentre l’olio di oliva viene utilizzato quasi esclusivamente dalle industrie conserviere. Peccato potrebbe fare concorrenza all’olio di arachide per la frittura, considerando che hanno piu’ o meno lo stesso prezzo. Oppure da utilizzare in cottura. Abbiamo lasciato campo libero addirittura all’olio di vinacciolo. Per l’utilizzo dell’olio di sansa ho qualche riserva. Bisognerebbe rivedere un po’ la filiera e rendere piu’ moderni gli impianti di lavorazione. Forse anche un ‘altra definizione. Per es. Olio di semi di oliva.

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