Un oliveto per ufficio

Massimo Lagomarsini è titolare dell’Azienda agricola Ca’ de Bruson a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. E’ un nome da tenere bene in mente. Ha una grande passione per l’olio, che produce nella sua Liguria, quasi al confine con la Toscana. Nei giorni scorsi mi ha scritto una bella email in cui mi confida come sia un piacere seguirmi nel poco tempo che ha a disposizione. Già, perché Lagomarsini è persona molto impegnata. Ha ben 1600 dipendenti e un ufficio da 65 mila metri quadrati. C’è da restare stupiti. Intanto per la sua simpatia. Sì, anche perché i suoi dipendenti – come riferisce, qualora non fosse chiaro – sono proprio loro: gli alberi d’olivo. L’ufficio? E’ ubicato all’aperto e coincide con l’oliveto. Oggi per lui è una giornata importante. E’ iniziata la raccolta. L’olivagione 2012 ha avuto inizio. Appena avrò l’olio nuovo, che ho già degustato e recensito a suo tempo, lo degusterò anche per voi. Ciascuno ha una  storia da raccontare.

I dettagli dell’andamento della campagna olerai sono una poesia. C’è anche la danza del polline e le olive abbronzate in bella mostra. La fantasia certamente non manca a Massimo Lagomarsini.

Scrive: “Mi permetto di farle una mia osservazione su come sono andate le cose qui da noi. Al momento, partendo dal monitoraggio di luglio, c’è un’infestazione di mosca al 10 per cento. Quindi abbiamo saltato ogni tipo di trattamento adulticida, lasciando spazio solo a un intervento preventivo di rame fatto il 16 luglio. Ma la scarsità di acqua ha fatto soffrire molto i miei “dipendenti” – tra l’altro spesso testardi! – e le olive sono “abbronzate” dal forte sole, ma molto piccole e tirate. Nella mia piccola esperienza di olivicoltore, uno stress idrico così elevato non lo ho mai incontrato, quindi non saprei dirle come si riflette sul discorso organolettico. Posso aggiungere, che nel periodo dell’allegagione, tra il 25 aprile e i primi di maggio, il tempo non è stato dei migliori – pioggia, freddo – non favorendo la danza del polline, con una conseguente perdita di olive. Si può definire un’allegagione a macchia di leopardo, e, a seconda delle varietà, le cultivar più tardive, tipo la Prempesa o la Castelnovina, hanno retto, mentre le altre hanno subito i maggiori danni. Abbiamo deciso comunque che il 15 ottobre si inizia con il raccolto”.

Buona olivagione, dunque, caro Massimo Lagomarsini.

Nel frattempo, per chi segue ogni santo giorno il blog Olio Officina approfitto per farvi riflettere su un aspetto per nulla secondario. La Liguria non è coltivata solo a olivi Taggiasca. C’è spazio per molte altre cultivar. Tra queste le citatePrempesa e Castelnovina. Per approfondire cliccate qui, dove potete trovare la descrizione delle principali varietà di olivo liguri.

Questa voce è stata pubblicata in Emozioni. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *