La stanza dell’olio

Quest’oggi voglio portarvi a conoscenza di una email ricevuta dalla produttrice Roberta Maccioni, operativa in Toscana, a Lamporecchio, con l’azienda agricola Antico Colle Fiorito. La sua testimonianza è esemplare; ed è tra l’altro il termometro di una realtà sulla quale dobbiamo tutti misurarci, sperando che le Istituzioni si facciano un bell’esame di coscienza. Ecco, dunque. Leggete qui.

E’ un periodo difficile, forse lo è sempre stato, ora però  si sente molto di più. Ci chiedono sacrifici, su sacrifici, ma loro non ne fanno uno!  Non sento dire, che si calano gli stipendi, o che eliminano qualche macchina blu, niente di tutto questo. Gli agricoltori i sacrifici l’hanno sempre fatti, dai tempi di mio nonno, che ci raccomandava di non versare in terra l’olio, perché portava male, e non perché sporcava, ma perché costava tanto produrlo.

Come sai, per promuovere il mio prodotto, io non sto ferma a casa ad aspettare, vado continuamente in giro, nelle piazze a manifestazioni. Mi accorgo che le persone non ce la fanno più, stanno cercando di limitare le spese al massimo, per sopravvivere!

Io mi sento anestetizzata, una parola forte, per dirti che non so, più che fare, non ho la forza per reagire.  Nella mia azienda siamo iscritti all’Inps in tre, un mese fa è arrivata la bolletta (una delle tante!) di 9 mila euro, per una pensione che non ci daranno mai, o per lo meno il più tardi possibile (la soglia è arrivata a  67 anni). Poi ci sarà l’Imu, altra mazzata in agricoltura: pagheremo anche il terreno… così se qualcuno aveva in mente di abbandonare questo lavoro, ora non ci penserà due volte. Si lamentano se ci sono frane, non pensano che l’agricoltore pulisce le fosse, che permettono all’acqua di scorrere, se la terra viene abbandonata, le conseguenze sono catastrofiche.

Manteniamo una casta di mummie, persone che esistevano quando io ero all’asilo (tanto per non fare nomi: Andreotti), sono passati 45 anni, e ci sono sempre. Prendono una pensione, dopo una legislatura, e noi, a 67 anni (se ci arriviamo!), dobbiamo solo pensare a lavorare, senza alzare la testa, per non perdere tempo, per mantenerli a champagne e caviale.

Quando ho cominciato questo lavoro,  mi sono scandalizzata perché ho fatto la stanza dell’olio. Prima ho chiesto il preventivo all’Asl e mi hanno fatto pagare 80 euro. Dopo aver fatto i lavori richiesti, è uscito un tecnico, mi ha controllato, ha detto che andava bene e mi ha fatto pagare un altro bollettino di 180 euro. 

Dopo una settimana, è uscita la dottoressa che mi certifica per il biologico,  ha ricontrollato la solita stanza, anche lei mi ha detto che andava bene, mi mancava  solo  un versamento di 180 euro  per essere accreditata al biologico.

Passata un’altra settimana mi ha scritto la Provincia, per darmi un numero per quella stanza, anche li è uscita una dottoressa, mi ha detto che andava bene, e mi ha fatto pagare altre 90 euro, totale 430 euro, senza aver ancora colto un oliva. Mi chiedo perché devo mantenere tante persone!

Questo succedeva dodici anni fa. Ora le cose sono precipitate, tutti mi chiedono soldi su soldi, come se i miei alberi non avessero olive ma monete d’oro.

Lo Stato italiano dovrebbe funzionare come una famiglia, dare l’esempio ai figli ed essere il primo a fare sacrifici, per far capire cosa vuol dire il risparmio.

Una delle cose belle che ho avuto con questo lavoro, è stata la tua conoscenza, sei una grande persona, UNA PERSONA PULITA, sono felice di esserti amica.

Scusami se ti ho trattenuto, ogni tanto un po’ di sfogo ci vuole. Ti ringrazio per la tua amicizia, cercherò di tenere i pugni stretti, finché avrò forza.

Roberta Maccioni

Antico Colle  Fiorito

 

IL SAGGIO ASSAGGIO

L’extra vergine di Roberta Maccioni? Cliccate qui.

Questa voce è stata pubblicata in Emozioni. Contrassegna il permalink.

2 risposte a La stanza dell’olio

  1. Paolo Talucci scrive:

    Carissima, come possiamo condividere questa passione che ci porta a tante fatiche sempre più spesso non riconosciute. Anch’io faccio dei mercati stagionali ( vivo a Porto Azzurro – isola d’Elba ) sia per far conoscere il nostro prodotto, il territorio – del quale molti si riempiono la bocca e la pancia – che per ” campare “. La campagna o per meglio dire la terra è la mia passione fin da ragazzino, ma vorrei sentire o leggere un uomo di governo che riconosca l’importanza del nostro quotidiano impegno, che non ci vede mai fermi e quando riusciamo a sedere a pranzo o cena facciamo un sospiro per recuperare un ritmo più umano . Per quanto riguarda i nostri politici , non credo si possa dire che siano tutti uguali – alcuni sono peggio -, ma riconoscerei quelli che si sono dati da fare per il sociale, per l’agricoltura , per gli asili e gli anziani se riusciremo un giorno ad arrivarci con seicento euro al mese.
    Con stima ed ammirazione
    Paolo Talucci

  2. Maria Merlini scrive:

    Cara Roberta,
    condivido pienamente tutte le tue osservazioni e anche le tue sensazioni (la tua situazione è anche la mia: stesse origini, stesso percorso di vita).
    Anno dopo anno, tuttavia, ho visto crescere la nostra piccola azienda (di famiglia) e il suo fatturato: anche quest’anno, in piena crisi, il nostro fatturato sarà superiore all’anno passato.
    Già alla metà di settembre molti clienti (tutti contatti arrivati tramite il ns sito web!) ci chiamavano per sapere quando sarebbe stato pronto il nuovo extravergine…!
    Vedo che per noi è stato molto utile razionalizzare e ottimizzare le nostre – poche – risorse: un buon tecnico che ci aiuta nella richiesta di agevolazioni/contributi/finanziamenti UE (con i quali paghiamo anche un buon 70% del suo lavoro) e un occhio sempre costantemente rivolto al web. Niente fiere o mercati (troppo impegnativi per le nostre possibilità…).
    Un abbraccio,
    Maria Merlini
    http://www.olioditoscanamerlini.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *