Un tuffo nostalgico nel passato in vista del futuro

Quest’oggi, a conclusione della giornata di sabato, dopo l’uscita del nuovo numero di “Teatro Naturale” –  comprendente tra l’altro un mio editoriale dal titolo “Il deserto delle idee”, una grave denuncia relativa alla grottesca invasione di campo da parte dei burocrati a danno dell’olivicoltura (“Etichette oli di oliva, sarà tutto da rifare? Cresce la preoccupazione“), e uno scambio di opinioni sufficientemente incalzante tra me e un signore che offre di sé una curiosa e stravagante visione teatrale della propria esperienza esistenziale, al punto da suddividerla in più atti (“Sequestro d’olio in area gardesana tra stupidità e rispetto“) – ho voluto dedicare tutto il tempo alla cura di me stesso, prima di continuare, da lunedi, con la stesura del mio prossimo libro di cui vi riferirò nelle prossime settimane. E così, dopo essermi concesso una sana giornata rilassante di sole e mare, in spiaggia, ho avuto il piacere di concludere il giorno sfogliando e rileggendo un mio antico libro, uscito nel 2001 per Bibliotheca Culinaria, con il bellissimo titolo L’incanto dell’olio italiano, e ho pensato: “sarebbe proprio il caso di riattualizzare il volume, illustrato da foto straordinarie, tra cui quelle del grande Gianni Berengo Gardin, e ripresentarlo con nuovi apporti in libreria” – chissà.

A pensarci, a distanza di tanti anni, debbo dire che sono stati momenti di intensa felicità, quelli della stesura del libro. Oggi, mentre sono all’opera con il nuovo libro, c’è l’emozione delle pagine bianche che pian piano prendono corpo e sostanza. Scrivere è un mestiere bellissimo: si crea materia nuova, in attesa di vedere il risultato e goderne a distanza di anni.

E’ stato un tuffo nostalgico nel passato per sostanziare il presente. Ho riletto con soddisfazione anche l’impareggiabile e affettuosa prefazione di Giuseppe Pontiggia. Oggi come ieri, le sue dichiarazioni sono per me un inno alla gioia.

E’ raro che in un libro confluiscano la competenza storica e l’esperienza diretta, il gusto del racconto e la preparazione scientifica, economica e geografica. L’insolita convergenza avviene in questo libro di Luigi Caricato, dove l’olio acquista quella centralità che in passato riconoscevamo solo alla cultura del vino.

Ho riportato solo le righe iniziali, ma prometto che riprodurrò per intero la prefazione di Pontiggia, non appena ritroverò il testo in uno dei miei tanti computer, ammesso di riuscire nell’intento.

In ogni caso, qualora non trovassi il documento, e magari le pagine autografe, giuro che mi impegnerò nel ricopiarlo. Sì, perché, al di là delle continue note di plauso al mio lavoro, da sé sola la prefazione di Pontiggia rappresenta una imperdibile oasi di sapere.

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Una risposta a Un tuffo nostalgico nel passato in vista del futuro

  1. Giulia scrive:

    Un bellissimo libro, da ristampare. Ottima anche la postfazione di monsignor Salvatore De Giorgi.

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