Pasquale Librandi, presente!

Il post odierno di Olio Officina è dedicato a un uomo del fare. Ha nome Pasquale Librandi ed è stato l’artefice della rinascita dell’olio calabrese. Non l’ho conosciuto mai di persona, ma conosco i suoi figli, e in particolare Angela e Michele. Ho sempre creduto in loro. Nella loro forza propulsiva, tanto più incisiva perché proveniente da una terra che in fatto di oli ha una grande tradizione alle spalle ma non riesce ancora a emergere. Eppure c’è, ed è un’area altamente vocata alla qualità. Una regione per la quale mi sono speso, con molte delusioni, anche amare. Tutti parlano di qualità e di una cultura dell’olio, pochi sanno rapprentarla come si dovrebbe. Per questo oggi è importante per me segnalare una figura che lo scorso 27 maggio ci ha lasciato, ma nel frattempo rimangono i suoi figli – Carmela, Angela, Lucia, Michele e Pino – e la moglie Maria Luisa a continuarne la missione. La memoria è fondamentale se intendiamo lasciare un segno che resti anche alle generazioni future. Per voi, per condividere con me la memoria di un uomo che sapeva dialogare con i propri alberi, il ricordo del figlio Michele, uno stralcio di  quel che riporterò integralmente sul prossimo numero di Teatro Naturale.

La verità è che lui parlava con le piante: le amava, le rispettava, e ogni taglio di accetta o di motosega era una ferita vissuta sempre con sofferenza, soltanto un male necessario.

Le nutriva con gli ammendanti e i fertilizzanti, le curava con il rame e gli oli bianchi, e alla fine le ringraziava tutti gli anni, per quante olive avevano saputo tenere appese, per quanto olio erano state in grado di donare.

Le mie tre sorelle e mio fratello lavoravano già tutti in azienda. Io sono tornato perché il richiamo era troppo forte: non avrei potuto essere in nessun altro posto sapendo che mio padre è lassù e i nostri ulivi hanno ancora troppo da raccontare.

Ho lasciato Firenze per tornare a Vaccarizzo Albanese, lascio l’Alfa Laval per tornare alla Terra, per cercare di mettere a frutto con umiltà i miei studi da agronomo, seguendo i profumi che mio padre mi ha fatto odorare.

Il primo giorno che sono tornato tra le piante senza di lui, temevo di non saperle riconoscere, invece mi hanno accolto come un fratello. Sono loro che hanno riconosciuto me.

Michele Librandi

 

In uno dei prossimi post di Olio Officina, vi racconterò l’olio della famiglia Librandi, premiato in più occasioni per l’eccellenza con cui si contraddistingue

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6 risposte a Pasquale Librandi, presente!

  1. Giulia scrive:

    Un ricordo commovente, segno che e’ stato un grande padre, non soltanto un padre amato.

  2. Michele Librandi scrive:

    Grazie di cuore a tutti voi, amici oliandoli, a chi ha letto e a chi ha scritto, è un affetto che non si vede ma si sente, vi assicuro. Un abbraccio forte

  3. Antonio G. Lauro scrive:

    Buon olio nuovo anche a te Michele, a tuo fratello Pino ed alle tue sorelle.

  4. Marco Scura scrive:

    Ciao Michele, mi è dispiaciuto tanto non aver potuto dare l’ultimo saluto a tuo padre!!!
    Ti auguro di poter ripercorrere la strada tracciata da un grande lavoratore come lui;
    mi hai fatto commuovere con le tue parole, a presto.

  5. Mario De Angelis scrive:

    Auguri ed Ottimo futuro Michele!!!
    Da ciò che hai scritto si capisce la bella formazione che tuo padre ha saputo insegnarti ed il “terreno fertile” che tu hai dimostrato di essere!!!

  6. Silvia Ruggieri scrive:

    Quando un figlio scrive queste parole e fa commuovere chi le legge, vuol dire che ha avuto un grande padre.

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