Mettiamo in gara anche l’olio da olive? Perché no?

Già anticipata la notizia, ma ora che tutto si è concluso è ancora più bello rievocare un bel pomeriggio trascorso a Cala de’ Medici. E’ stato proprio bello partecipare in veste di giurato a “Cuochi tra le boe”, per me un’esperienza nuova. E’ stata una sfida che ha unito la competizione velica alla gara gastronomica ed enoica. A ogni imbarcazione si è associato un ristorante con lo chef e una cantina con un vino. Chi mi conosce lo sa, io sono restìo a partecipare a eventi simili, ma l’invito di Elisabetta Cosci non si poteva rifutare. Ed è stato molto utile, perché mi ha spinto a una seria riflessione: l’olio non entra in scena da protagonista principale nelle gare gastronomiche, e ciò non è un bene. L’invito di Elisabetta mi ha aperto un mondo che non conoscevo, se non di sfuggita. Ho accettato perché dove c’è passione e capacità di fare non mi tiro mai indietro. Tanto più che avevo promesso da tempo una visita a Rosignano Marittimo. Peccato solo di non aver potuto percorrere, per mancanza di tempo, gli olivi e i frantoi del territorio in lungo e in largo. Sarà per la prossima volta. Intanto, ripropongo ancora una volta la mia riflessione: occorre dare all’olio la giusta centralità, anche in simili gare. Quando c’è una competizione tra cuochi, l’attenzione per l’olio non deve e non può mancare.

I piatti da me degustati – quattordici – erano già conditi, ma gli chef non hanno valorizzato l’olio extra vergine di oliva. Nella presentazione mettevano in luce la visione complessiva, ma non si indugiava sui particolari, quasi la presenza dell’olio fosse marginale, ma non può essere così.

Sarà dunque per la prossima occasione. D’altra parte, come si è evidenziata la presenza del vino, lo stesso si poteva fare con l’olio da olive.

Intanto, per la cronaca, ad aggiudicarsi il primo posto della competizione è stata la barca “Breezy” di Andrea Formichi, in abbinamento con il vino della cantina Incontri di Suvereto e la Trattoria da Luca di Piombino.

Al secondo posto la squadra composta dall’equipaggio di “Windcather”, cantina Agrilandia e ristorante “Le Nuvole”.

Al terzo posto la squadra di “Nina”, cantina Sada e Trattoria dei Boncompagni.

Nelle singole categorie, è stato invece Timothy Magee, chef del ristorante Le Nuvole di Suvereto, ad aver vinto la gara gastronomica con il piatto “Il  grande blu”, pan brioche in crema di ostriche con totanini e acciughe.

Secondo classificato il livornese Riccardo Novi, chef del ristorante Primo Piano, con il piatto pici con acciughe, finocchietto selvatico e dadolata di mandorle.

 

Al terzo posto Rita Cozzatelli, del Cardellino di Castiglioncello, con il piatto millefoglie di melanzana, pomodoro e triglie su crema di porri, melanzane e menta.

Per la categoria Vino vale la seguente classifica.

Primo: Azienda agricola Sada”  di Casale Marittimo, con il Vermentino.

Secondo: ancora un vermentino, espressione della Tenuta delle Ripalte di Capoliveri.

Terzo: Antinori Guado al Tasso, di Bolgheri, con il nuovo rosato.

 

La regata, invece, è stata vinta dalla barca “Paolissima”, al secondo posto “Phantomas” e al terzo “Breezy”.

 

Ai vincitori delle quattro categorie sono stati consegnate le sculture in legno marino e ceramica realizzate da Debora Ciolli.

L’appuntamento è stato organizzato dal Comune di Rosignano Marittimo, dallo Yacht Club Cala de’ Medici e dalla Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi.

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