Cosa c’è nelle bottiglie d’extra vergine firmate dalla Gdo?

La Cucina Italiana” di settembre, non perdetela. Nella mia rubrica spazio agli oli private label. Nel numero in edicola ho riportato la selezione di dieci oli tra quelli commercializzati dalla grande distribuzione con il proprio marchio. Bello il titolo: “Firmati dal supermercato”. Chi sono le insegne che si sono imposte all’attenzione? Esselunga e Conad sono risultate le migliori insegne, presenti rispettivamente con due oli, mentre le altre marche ne hanno solo uno, e non tutte peraltro vi compaiono. Per ciascuna marca, in particolare, ho riportato anche le aziende che li confezionano per loro. E’ un’inchiesta davvero interessante, credetemi sulla parola. Ogni altro dettaglio lo trovate sulla rivista, ovviamente. Non voglio farvi perdere il piacere della lettura.

Questa voce è stata pubblicata in Cronache. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Cosa c’è nelle bottiglie d’extra vergine firmate dalla Gdo?

  1. Massimo scrive:

    Ho comprato e letto con interesse l’articolo a pagina 121. Mi ha molto incuriosito che ci sia un’azienda che sul sito appare come ” produttori d’olio in Toscana” che confezionano olio comunitario. Per carita’ l’Italia non ha molto olio, quindi si e’ costretti a comprarlo ed etichettarlo ovviamente come tale, ma quando si parla di Cooperative agricole associate che operano in Toscana o di produttori toscani, da comune cittadino sono portato a pensare che l’olio commercializzato sia solo olio italiano.
    Sono le stranezze del settore, evidentemente.

    • Luigi Caricato scrive:

      E’ tutto lecito, il mercato richiede e si soddisfa una richiesta. La comunicazione poi prende un’altra piega. C’è chi strategicamente punta a evidenziare la provenienza, rimarcandola sensibilmente, facendone giusto vanto.

      Cosa accade? Che alcuni giocano volutamente su questo limite, muovendosi con destrezza. Sono le aziende borderline che comunicano solo una parte di sè, non come è giusto che sia la dimenzione intera. E’ tutto legittimo, per carità, ma rimane il pregiudizio, alimentato dagli stolt.

      Il fatto è che quando confezionano e vendono l’olio comunitario le aziende di marca si grida l’allarme. Quando a confezionare olio comunitario lo fa un’azienda radicata nel territorio, non si solleva la questione. Due pesi e due misure, sarebbe il caso di dire.

      Ecco, sarebbe importante che avvenisse un passaggio da una fase a a una fase b. Riconoscere che in Italia l’olio prodotto non è suffciente e che giocoforza il fatturato lo si fa immettendo in commercio olio di provenienza estera. Niente di strano, è un dato di fatto.

      L’anomalia è che se tale pratica la fanno alcuni questi vengono tacciati di mascalzoneria, quando invece a praticare sono altri, vestiti da aziende radicate nel territori, tale scelta è taciuta perché in fondo è Dio che lo vuole.

      Sono le contraddizioni di una filiera che non sa essere protagonista saggia del proprio tempo.

  2. domenico scrive:

    certamente l euro ha il suo peso, se l Italia avesse la sua valuta domestica le quotazioni in valuta italiana sarebbero almeno il 30% in meno e quindi si sarebbe decisamente piu’ concorrenziali con Turchi e nord africani, in attesa che arrivi l India dove sta iniziando la coltura massiva (e li probabilmente saranno XYZ per tutti! o perlomeno soddisfera’ buona parte del mercato cinese, asiatico e emergente, che in futuro sara’ 30, 40 , 50 volte quello attuale). Quindi in ottica globale va considerato il peso di una valuta inadeguata per la nostra nazione e che funge da zavorra anche sull’industria dell Olio di oliva. Allo stesso tempo io vedo lavorare in Puglia la gente come si lavorava 50 anni fa, nessun investimento serio ne’ modernizzazione, e questo incide sui costi, per non parlare del frazionamento delle proprieta’, incredibilmente alto ( io direi scandalosamente alto) che a sua volta impedisce la creazione di aziende di dimensioni congrue e quindi investimenti altrettanto congrui e ammodernamento consistente. Queste le vere cause, non la GDO, che fa solo il suo mestiere, poi dovrebbero essere i clienti a fare anche il loro e guardare cosa comprano! Quelli si, che non fanno il loro mestiere come si deve!!!

  3. Massimo scrive:

    Che la GDO abbia le sue grandi responsabilità non ci sono dubbi. Ma occorre sempre fare dei distinguo,
    Volente o nolente la concorrenza esiste ed occorre affinare le strategie per vincere.
    Viviamo in una economia globale con tutte le conseguenze positive e negative.
    Mi preoccupa chi invece ritiene di operare in un’isola deserta. Forse ha sbagliato mestiere e potrebbe ritirarsi a pescare.

  4. paolo lisi scrive:

    io vivo sulla Terra e la lavoro la terra e ho i piedi per terra ma forse non sono saggio e di buon senso per questo, come dice lei, sono più deleterio delle persone per male. PS lei parla di aziende che confezionano l’olio per la grande distribuzione ma si è chiesto da quali lontani paesi arriva l’olio e quanto sfruttamento c’è dietro?

    • Luigi Caricato scrive:

      Lisi, si tranquillizzi. Se vuole legga tutti i miei articoli, così si rasserena. Io scrivo sull’olio senza tralasciare nulla. Sono dalla parte dell’olio, purché genuino e non contraffatto, e dalla parte di tutti i lavoratori della terra, senza distinzione di razza, sesso, età, convinzioni politiche e religione.

      Occorre diventare adulti e esprimere pensieri di senso compiuto, senza fermarsi alle apparenze o alle sensazioni più immediate. Se lei fosse stato accorto non avrebbe scritto frasi come “lei tesse le Lodi di gente senza scrupoli”.

      Come già detto, apertura mentale. Suvvia, non e’ così difficile.

      Tutti hanno dignità e valore: produzioni estere come produzioni nostrane, perché chi produce ha i medesimi diritti ed e’ giusto che aspiri a trarre una adeguata remunerazione.

      Se e’ vero che la Gdo ha colpe gravi, io direi gravissime, non tutte le insegne hanno pero’ dimostrato cinismo e assenza di etica. Ciò che le consiglio, e’ di essere equilibrato e saggio. Lo dico per il suo bene. Si sentirà meno rabbia addosso, e ne guadagnerà in lucidità e saggezza. Sia più aperto e meno timorosi di affrontare le complessità e le brutture della vita.

      Coraggio

  5. paolo lisi scrive:

    la grande distribuzione ha ucciso la produzione olivicola italiana ma lei sembra non accorgersene e sta lì a tesser le lodi di gente senza scrupoli che ha messo in ginocchio noi produttori vendendo olio extravergine di oliva a tre euro il litro compresa la bottiglia. Ma dove vive lei?

    • Luigi Caricato scrive:

      Io vivo sul pianeta Terra, consapevole delle complessità della vita, e degli scenari di mercato, fattori indipendenti dalla nostra volontà, e con cui dobbiamo pur confrontarci in maniera lucida e non emotiva. La concorrenza dei mercati e’ spietata, e le dico anche che ci sono tanti mascalzoni in giro. Per fortuna ci sono anche tante persone per bene, e perfino sagge – perché una persona per bene ma priva di buon senso e’ più deleteria delle persone per male.
      E lei, ho grande curiosità, lei su quale pianeta vive, su Marte forse?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *