Olio d’agosto, non ti riconosco. O forse sì

Oggi è ferragosto, e vi auguro di viverlo con grande profusione di gioia. Il 15 agosto ormai è per tutti un giorno che ricorda l’estate mentre volge al termine, ma non dimentichiamoci i valori veri di tale giornata, coincidenti con l’assunzione in cielo della Vergine Maria. Che ci si creda o no, è sempre bene tenerne conto. Tradizionalmente in Italia il ferragosto lo si lega alle gite fuori porta e a lauti pranzi condivisi. Non può mancare pertanto un buon olio per cotture e condimenti. Io, tuttavia, non nascondo che è solo da qualche tempo a questa parte che l’olio presente sulle nostre tavole è possibile considerarlo veramente un olio di qualità di lungo corso, capace dunque di superare indenne l’estate. Fino a l’altro ieri non era così facile. Un tempo molti oli, pur buoni al momento della produzione, lentamente, o in certi casi anche piuttosto rapidamente, andavano declinando, mancando in stabilità e resistenza alle inevitabili e progressive ossidazioni della materia grassa. Oggi per fortuna è diverso. La tecnologia e la professionalità hanno permesso di avere oli ancora buoni e perfino ancora eccelsi in agosto. L’olio viene conservato meglio, in ambienti dalle temperature controllate; e così, anche se la qualità non è mai tale in via definitiva, c’è  sempre spazio per migliorare. Non può esistere d’altra parte un olio extra vergine di oliva perfetto, ma uno che sia eccellente e perfettibile sì. E allora, buon ferragosto a tutti, con un olio che questa volta sì, lo possiamo dire, riconoscibile per davvero come tale, in tutta la sua identità originaria, anche a distanza di molti mesi dalla produzione.

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Una risposta a Olio d’agosto, non ti riconosco. O forse sì

  1. Giulia scrive:

    Che belle considerazioni. Grazie. Effettivamente gli extra vergini degli ultimi anni mantengono una persistente nota di freschezza anche in estate e dopo. Debbo dire che la ristorazione o conserva male i propri oli, o ne acquista i peggiori in circolazione pur di spendere meno.

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