Ogni olivo ha una fisionomia particolare

Ci sono autori che andrebbero riletti. Purtroppo, dopo la loro scomparsa, inizia la progressiva fase della dimenticanza, ed è un grave errore. Il silenzio sulle loro opere è ingiusto. Pensate per esempio a un autore come Giuseppe Dessì. Pensate al suo romanzo Paese d’ombre, pubblicato per le edizioni Mondadori nel 1972. Vi si racconta la storia di Angelo Urias. E’ una narrazione che tocca l’anima. Nel romanzo il protagonista riesce a coronare il sogno della vita: restituire terreni e foreste sottratte dall’ingiusta legge delle chiudende. C’è al riguardo un passo che desidero riportare volentieri qui. Con tale brano intendo salutare e onorare questa domenica 26 agosto volgente ormai al termine: “Il ragazzo camminava nell’oliveto silenzioso, e camminando contava gli olivi”.

 (…) Il ragazzo camminava nell’oliveto silenzioso, e camminando contava gli olivi. A vederli dalla strada, sembravano tutti uguali; ora invece, per la prima volta, si accorgeva che erano diversi: avevano ognuno una fisionomia particolare, come persone…

Giuseppe Dessì

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