Gli ulivi come dervisci roteanti

Un libro da leggere quest’estate? Salento fuoco e fumo, di Nandu Popu, voce dei Sud Sound System. Il libro, edito da Laterza, è uscito da poco nella originale collana “Contromano”. E’ un libro tosto e a tratti spigoloso, per via delle battaglie ambientalistiche di cui si fa portavoce, ma anche per una serie di dure ed esplicite denunce di un malcostume politico difficile da estirpare e che sottrae negli anni vita, sogni e speranze al popolo salentino. Per vostro diletto, vi riporto un brano molto evocativo, che compare anche nel risvolto di copertina: Ne ho visti di ulivi strani in vita mia, ma quelli di queste parti hanno forme fuori da qualsiasi logica progettuale

Ecco lo stralcio integrale:

Ne ho visti di ulivi strani in vita mia, ma quelli di queste parti hanno forme fuori da qualsiasi logica progettuale, come se la natura li avesse affidati a un artista strambo che con le sue sculture vuole esprimere solo stupore. Gli ulivi sembrano l’istantanea di un movimento convulsivo. Alberi autolesionisti che si squarciano il ventre per creare caverne in cui vivono animali, insetti e folletti dai cappelli rossi. Alberi che annodano i propri rami per ingannare le simmetrie, e che anche quando il vento è assente e sono immobili appaiono fluidi e impetuosi come dervisci roteanti. Gli ulivi di queste brulle e arse pianure posano come divi esibizionisti che ostentano le proprie forme sicuri di essere unici.

Nandu Popu

Nandu Popu, nome d’arte di Fernando Blasi, è una delle voci e autore dei testi dei Sud Sound System, gruppo salentino tra i pionieri del raggamuffin italiano, che combina ritmi giamaicani e sonorità locali, l’uso del dialetto salentino e le ballate di pizzica e taranta.

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Una risposta a Gli ulivi come dervisci roteanti

  1. Luigi Caricato scrive:

    Ed ecco come presento questo post sul mio profilo facebook quest’oggi. Mi sento in dovere di riproporre tale testo anche qui:

    Un bell’esordio editoriale per Nando Popu, dei Sud Sound System, con originali descrizioni dei paesaggi salentini e degli olivi millenari, visti quest’ultimi come tanti dervisci danzanti. Peccato per la vena ambientalista carica a volte di troppa rabbia e clamore. Su simili temi tuttavia non e’ mai facile prendere posizioni chiare, e così anche questa tensione, che pur pare eccessiva, in fondo ha la sua ragion d’essere. Troppi inganni e abusi ci sono stati nel Salento. Troppi squallidi personaggi si sono arricchiti devastando non solo il paesaggio, ma lo stesso tessuto umano, reso corruttibile dal danaro e da altre tentazioni

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