La domenica degli assaggi

Quando un assaggiatore d’olio professionista procede con un approccio ai sensi freddo e distaccato, banalmente razionale, si allontana anni luce dalle vere condizioni dell’assaggio. Chi non prova ogni volta emozioni, si illude di essere un vero assaggiatore. Troppa emozionalità non aiuta, ma troppa razionalità nell’assaggio porta a esiti comunque lacunosi e incompleti. Ci vuole più anima e la giusta dose di cervello.

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Una risposta a La domenica degli assaggi

  1. e,più maturità, professionalità, dalla raccolta di olive mature, con polpa viola denso e vivo, al trasporto, stoccaggio e lavorazione_conservazione olio, che dev’essere giallo oro denso e vivo e giammai verde. mio precedente commento su lin di FB : ma a km 0, potrebbe essere inteso a maturazione completa, per maggior sviluppo antociani , oliflavonoidi e, acidità tendente a ZERO, come per qualsiasi frutto maturo e, i tanto decantati polifenoli, gli antichi li ricavavano con aggiunta di foglie sempre verdi, per dare all’olio quel pizzico di amaro medicinale, tipo oleocanthal, idrossitirosòlo, acido caffeico , verbascoside ecc…presenti in abbondanza sia nelle foglie che nell’epicarpo olive verdi o mesocarpo olive, che contengono, ancora vacuoli con maggior quantità di acqua di vegetazione e maggior acidità , per frutto_oliva non maturo e, nella lavorazione_frantoio, producono maggior quantità di perossidi , ripstto alle olive mature, dalla polpa viola, denso, lucido e maggior quantità di acido oleico e di antiossidanti.

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