Il successo di Monini in Francia è il successo di tutta l’Italia

Finalmente una bella notizia, di cui andare fieri. Nei test svolti dall’Istitut National de la Consummation, l’olio extra vergine di oliva Monini – il “Classico”, per l’esattezza – si è classificato al primo posto, superando per bontà del profilo sensoriale all’assaggio ogni altra azienda concorrente. L’Italia può esserne giustamente fiera, anche perché tale risultato non può che arrecare vantaggio a tutte le aziende italiane. Il mercato francese, d’altra parte, non è tra i più semplici, e proprio per questa ragione il successo conseguito da Monini vale il doppio. I francesi, si sa, sono tipi piuttosto difficili. Il fatto che l’azienda spoletina sia riuscita a spuntarla in un’inchiesta comparativa, dimostra che la nostra capacità di presentare una buona materia prima sul mercato viene premiata. La testata giornalistica si intitola “60 millions de consommateurs” e a editarla è l’Institut National de la Consommation, l’Inc.

E’ evidente che la notizia sia stata ripresa da più giornali, e, immancabilmente, anche dal web.

Per i dettagli rimando alla nota stampa che ho ricevuto nei giorni scorsi.

Ne traggo alcuni stralci:

L’extra vergine prodotto dall’azienda familiare nata a Spoleto quasi 100 anni fa stacca le altre 19 marche. Tutti gli oli sono stati esaminati da una giuria di esperti in una degustazione il cui risultato ha costituito il 50% del punteggio. Il restante valore è stato assegnato da una rigorosa analisi fisico-chimica di laboratorio che ha considerato i valori di ossidazione, l’alterazione idrolitica (che indica il tasso di degradazione dei trigliceridi), i livelli di acidi grassi, stigmastadiene e esteri alchilici (tutti fattori indicativi della purezza dell’olio).

Da questi test il Classico Monini è risultato al primo posto con il punteggio di 19,5 su 20 e una votazione massima – trés bon! – in tutti i settori. Il campione scelto da “60 millions” era alquanto eterogeneo, ma è significativo che il secondo classificato con 19/20 sia un extra vergine della Provenza dal prezzo più che triplo (€ 29,30/litro contro il prezzo di Monini indicato in € 9,85/litro). La classifica prosegue poi spaziando tra diverse fasce di prezzo, e comprende, oltre alle principali marche francesi, anche altri brand italiani, spagnoli e persino palestinesi.

E’ una consacrazione che corona un periodo estremamente attivo per l’azienda umbra: da pochi giorni ha debuttato su tutte le reti nazionali il nuovo spot, che esalta le caratteristiche sensoriali dell’extra vergine Monini, realizzato da un pool di artisti internazionali. A questo si aggiunge l’ulteriore sviluppo delle politiche ambientali perseguite dall’azienda, con la decisione di adottare bottiglie con altissime quantità di vetro riciclato (fino all’80%) per i pack dei propri top di gamma.

 

Ebbene, quanto riportato nella nota, mi sembra alquanto eloquente. Ci troviamo davanti a un’azienda che ha saputo imporsi per scelte strategiche vincenti. Pensate soltanto agli spot televisivi. Sono in poche le aziende olearie che abbiano dimostrato il coraggio di investire in pubblicità, e i Monini lo hanno fatto sempre con grande ingegno e inventiva.

Quanto all’olio, è un orgoglio per l’Italia avere una famiglia, tutta italiana, che sa imporsi sul mercato non soltanto facendo fatturato, ma anche utili importanti, che è cosa rara nel nostro Paese. Segno che si tratta di un’azienda che punta sul valore, oltre che sui volumi di vendita.

In tanti lanciano strali per screditare le aziende di marca, indistintamente additandole come aziende multinazionali, anche quando non lo sono. Ora che abbiamo una solida famiglia italiana impegnata nell’olio, ritengo sia proprio il caso di sostenerla e di essere orgogliosi dei successi conseguiti.

Eppure, c’è un eppure. Esiste una grande Italia che lavora e una piccola Italia che denigra.

Nei mesi scorsi, una parlamentare italiana, tale Colomba Mongiello, in quota a Unparol-Coldiretti, una campionessa in fatto d’ignoranza (e aggiungo anche di arroganza, in virtù del suo far parte del carrozzone della politica), aveva polemizzato intorno ai Monini solo per il fatto che questi avessero conseguito un premio importante, con il loro olio Dop Dauno. La colpa? Essere una multinazionale!

Noi persone per bene e coscienziose sappiamo in realtà come i Monini non siano un’azienda multinazionale, giacché la proprietà dell’azienda, e del marchio, appartengano di fatto alla sola famiglia Monini, eppure i pregiudizi, e l’ignoranza in materia, sembrano non dar retta al buon senso.

Tornando all’importante riconoscimento conseguito dai Monini in Francia, anche in questo caso mi è capitato di leggere nei giorni scorsi alcune grandi e dissennate osservazioni, sempre a firma di persone prive di competenza e, ovviamente, di una pur minima dose di buon senso.

L’accusa che è stata mossa, è che l’olio Monini Classico sia un extra vergine made in Italy, mentre il Classico Monini venduto in Italia contenga oli di origine comunitaria.

Trovo tutto ciò assurdo, visto che gli italiani hanno la fortuna di avere a disposizione il Gran Fruttato Monini, un cento per cento olio italiano, la cui qualità è indiscutibile.

Le politiche commerciali di un’azienda cambiano di Paese in Paese, perché cambia il consumatore. La stessa etichetta, come pure il formato, sono differenti. Il Classico Monini venduto in Francia non corrisponde al Classico venduto in Italia. Lo stesso avviene con altri settori, non soltanto con l’olio. Non capisco pertanto questa voglia autodistruttiva, di una certa piccola Italia che ragiona con i piedi e  che si impunta su questioni stupide e francamente pretestuose.

Abbiamo motivo per essere orgogliosi dei successi di Monini, visto che certe grandi aziende portano dietro con sé, trainandole, tante altre piccole aziende, creando così mercato, eppure, nonostante tali azioni virtuose, assistiamo ancora ad atteggiamenti di gente senza il lume della ragione.

Ricordo, a tal proposito, un aneddoto che volentieri riporto quale motivo di riflessione.

Cinque anni fa organizzai a Olio Capitale, a Trieste, un talk show al quale invitai tra gli altri Zefferino Monini. La mia assistente era in fondo alla sala e udì bene quanto disse un produttore d’olio siciliano: “ e mo’ viene anche Monini a insegnarci l’olio!?”.

Da notare che il produttore in questione di lavoro fa l’alto dirigente in un istituto bancario, e per onorare la proprietà dell’azienda agricola ereditata, conduce professionalmente, e con ottimi risultati, le tenute di famiglia.

Anche in questo caso, tuttavia, il pregiudizio ha sopraffatto l’intelligenza. Eppure, se solo questo Paese si ridestasse dal sonno e dall’immobilismo in cui sta precipitando, a guardagnarci sarebbe l’Italia intera.

Grandi onori dunque ai Monini, e a quanti, come loro, hanno reso grande, e continueranno a rendere ancora grande l’Italia dell’olio.

 

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3 risposte a Il successo di Monini in Francia è il successo di tutta l’Italia

  1. Chiara scrive:

    Granfruttato Monini è Buonissimo ,anzi eccezionale, complimenti a Monini, lo comprerò in futuro, abbiamo bisogno di prodotti genuini come questo, grazie

  2. andrea barra scrive:

    Complimenti a Monini ha messo tutti in riga…questo test sono quello che servono a noi consumatori….basta fregatura viva monini e monini granfruttato.

  3. Franco B. scrive:

    Siamo ancora primi nel mondo. Complimenti a Monini.

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