Una buona semina d’olio

E’ stato proprio un bel viaggio quello intrapreso e organizzato dal Ceq, il Consorzio di garanzia dell’olio extra vergine di qualità, a San Pietroburgo. Io ne sono stato il diretto testimone, assieme al presidente Elia Fiorillo, al direttore Mauro Meloni, all’esperto di marketing internazionale Massimo Occhinegro e all’analista sensoriale Alissa Mattei. Abbiamo seminato alcune ideali gocce d’olio in un terreno fertile, disposto a confrontarsi con un alimento e condimento per loro nuovo e per lo più sconosciuto. E’ stato fatto un buon lavoro in vista di una (si spera) maggiore richiesta del prezioso succo di oliva da parte dei consumatori russi. Le premesse ci sono tutte.

L’olio compare ormai in grande evidenza nei supermercati, seppure con una bassa rotazione. Però c’è, e questo è molto importante. La sua presenza la si nota per il fatto di vederlo piazzato in primo piano, guadagnando ampi spazi espositivi, un tempo impensabili, rispetto ad altri condimenti.

Inoltre, c’è anche da segnalare la presenza di una oleoteca.

Già, proprio così: un negozio specializzato in oli, olive e prodotti derivati, un bel segnale di speranza per il futuro. L’impegno è massimo. Occorre solo stare in guardia e vigilare affinché non ci siano abusi da parte di imprenditori spregiudicati.

La parte sana del comparto oleario italiano intanto ha saputo dare testimonianza di un’Italia presente e qualificata. La qualità? E’ riscontrabile all’assaggio.

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