Fruttati d’Italia

Su “La Cucina Italiana” di maggio, in edicola già da diversi giorni, presento, nella mia consueta rubrica sugli oli, tre extra vergini in rappresentanza delle tre differenti intensità delle note fruttate: leggere – il “Sud” di Alessandra Paolini, della Società agricola Doria; medie – il “Flaminio” di Irene Guidobaldi, della Società agricola Trevi Il Frantoio; e intense – il monovarietale “Frantoio” di Cesare Buonamici, dell’Azienda agricola biologica Buonamici. Insomma, si cerca di educare il consumatore. Ora però vi provoco: ma è giusto limitarsi alla distinzione per intensità delle note fruttate? E se andassimo oltre questa convenzione ormai radicata?

La complessità degli oli è ogni volta sorprendente.

Quando si utilizza un olio in cucina, o anche a crudo, le prospettive cambiano, indipendentemente dalla distinzione per tipologia di fruttati.

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