Acquistate prodotti italiani e siatene fieri

Quest’oggi sono rimasto sconcertato da un produttore d’olio cosentino, peraltro a capo di una associazione di produttori! Cosa ha fatto? Su facebook ha evocato un passato doloroso per il nostro Paese, riportando in maniera infelice un manifesto fascista in cui si esalta lo spirito patriottico e autarchico del Duce. Questo personaggio arriva a scrivere che se noi seguissimo – oggi, anno 2012 – l’esempio di Benito Mussolini, “i nostri prodotti agroalimentari non avrebbero il problema di restare invenduti o svenduti”. Tale signore, anagraficamente non anziano, evidentemente ignora sia il dramma di tanta onesta gente brutalmente assassinata, o comunque vittima di abusi e violenze nel nome dell’ideologia, sia, nel contempo, l’insensatezza di tale auspicio.

La chiusura verso l’esterno, è segno oltre che di debolezza, anche di ottusità e mancanza di visione del futuro. Dietro a un simile proclama, ripresentato oggi in tutta la sua nefandezza, c’è una profonda ignoranza, oltre che una mancanza di sensibilità, terribile e spaventosa, agghiacciante.

Grande ignoranza, sì: perché la stagione dell’autarchia non fu la scelta ragionata di un uomo prevaricatore qual è stato Mussolini, ma la diretta conseguenza delle sanzioni comminate dalla Società delle Nazioni a seguito dell’intervento italiano in Etiopia nel 1935. E’ storia.

Sulla mancanza di sensibilità c’è poco da aggiungere. Di questo passo infatti qualcuno prima o poi dirà che anche la ‘ndrangheta, la mafia, la camorra, la sacra corona unita contribuiscono a fare il bene del Paese.

Insomma, siamo proprio messi male!

 

Diffidate perciò da chi formula pensieri così perversi e distorsivi.

Si tratta di un produttore d’olio che non meriterà mai la mia considerazione.

Posso ben immaginare il livello di qualità delle sue produzioni.

Per indurlo alla ragione, presento alla sua attenzione un altro manifesto, che non ha bisogno di commenti. Siamo proprio scesi così in basso?

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3 risposte a Acquistate prodotti italiani e siatene fieri

  1. santo cassani scrive:

    non te la prendere, mangiare italiano è sempre consigliato, specialmente l’olio di oliva. Mi sono imbattuto per caso nella pubblicità del tempo e intendo riprodurla in una pubblicazione che sto preparando che riguarda le due guerre ma non ho trovato l’anno di utilizzo ma solo il periodo che va dalla crisi del 29 alle sanzioni, mi puoi aiutare? ciao, Santo, da S. Imerio

  2. Massimo scrive:

    L’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta Legge Scelba, che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

    • Luigi Caricato scrive:

      La sensazione generale è che certe prese di posizione nascano da un vuoto culturale.
      L’ho scritto già in alcuni miei commenti su facebook, e riprendo qui il mio pensiero a beneficio dei lettori di Olio Officina.

      La sensazione è che ci sia una sorta di paura nell’affrontare il mercato, eppure non molti anni fa eravamo campioni con l’olio, in grado di aprire nuove piste, di primeggiare; ora, questo atteggiamento di difesa segna una chiara debolezza, soprattutto culturale.

      La cultura, purtroppo, nessuno la pensa come la vera chiave di svolta.
      Il successo dell’olio italiano nel passato si concretizzava attraverso un movimento culturale: basti pensare alla rivista dei fratelli Novaro, la celebre “Riviera Ligure”.

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