Tutto ciò che deriva dall’oliva è produzione agricola

Può sembrare una banalità, ma un passaggio così semplice c’è ancora chi non lo comprende. Ciò che deve essere chiaro a tutti è che l’olio estratto dalle olive è, in tutte le sue dinamiche, una operazione agricola. Di conseguenza, tutte le categorie merceologiche degli oli di oliva attualmente in commercio, pur nel rispetto della gerarchia di valore, rappresentano un prodotto agricolo. Non esiste insomma un olio ricavato dall’oliva che si possa definire come tale “industriale”. Sarebbe un errore grave.

L’olio extra vergine di oliva, l’olio vergine di oliva, l’olio di oliva, l’olio di sansa di oliva sono produzioni agricole. Nel senso che rappresentano o la diretta espressione di un prodotto agricolo tal quale (al pari di una spremuta di frutta noi dobbiamo considerare sia l’olio extra vergine di oliva, sia l’olio vergine di oliva) o un prodotto agricolo lavorato, da cui scaturisce da una parte l’olio di oliva (ricavato dalla spremuta di olive non perfette, che da’ luogo all’olio di oliva vergine lampante successivamente reso edibile attraverso un’intervento in raffineria) e dall’altra, non meno importante, l’olio di sansa di oliva (derivante dalla lavorazione di un residuo solido della lavorazione delle olive: la sansa, appunto).

Tutto qui. Ebbene, cosa c’è di così complicato da capire? Nulla.

C’è solo da superare un antico pregiudizio. Tutto ciò che si ricava dall’oliva è, come tale, prodotto agricolo.

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7 risposte a Tutto ciò che deriva dall’oliva è produzione agricola

  1. Massimo scrive:

    Ieri ho accompagnato alcuni giapponesi a visitare un supermercato nostrano. Ovviamente ci siamo soffermati nella sezione oli. In particolare ho voluto leggere le etichette degli oli di semi o meglio le sleeve colorate in cui sono avvolte queste bottiglie. E’ paradossale come si possa scrivere di tutto di più ed il consumatore non e’ informato sulle tipologie di oli di seme impiegati, sui loro valori nutrizionali, sull’origine degli stessi. Ho voluto anche leggere gli ingredienti di alcuni prodotti fritti. Ingredienti….oli vegetali, di quale tipo? Boh? E noi così facendo alimentiamo un settore, quello degli oli di seme che ha una quota pari al 98% per uso per frittura.

  2. Maria scrive:

    Caro Luigi,
    hai ragione, è difficile capire che …tutto ciò che si ricava dall’oliva è, come tale, prodotto agricolo, e va a vantaggio soprattutto dei produttori . Chi si dedica per diletto all’olivicoltura produce olio con olive e giudica chi è riuscito a trovare uno sbocco commerciale produttore di olio industriale che citando Jolanda, è il risultato di miscele di oli di varia natura (non sempre di olive) che poi magicamente diventa “olio extravergine di oliva.
    Gentile Sig.ra Jolanda può definire tecnicamente questa magia? e quali sono gli oli di varia natura? può essere che, con i dati che lei potrà dare ai lettori di olioofficina anche io possa condividere con lei il giudizio sugli oli industriali, ma mi perdoni, ho bisogno di dati, non di parole.

  3. jolanda scrive:

    Caro Luigi, come tu ben sai, meglio di tutti noi, la dicitura olio industriale serve per fare chiarezza nel consumatore e per distinguere ciò che deriva solo dalla spremitura delle olive da quel prodotto invece risultato di miscele di oli di varia natura (non sempre di olive) che poi magicamente diventa “olio extravergine di oliva”.
    L’olio industriale purtroppo ancora esiste, c’è, e circola in abbondanza sugli scaffali e sulle nostre tavole. Cattivi oliacci di non meglio definita provenienza, frutto di miscele strane, di frodi, di truffe.
    L’olio prodotto con amore da noi piccoli produttori è un prodotto agricolo, solo quello, nel senso di una produzione che deriva con amore e passione dalla terra. Facciamo passare questo messaggio.

    • Giulia scrive:

      Resto perplessa, non condivido una virgola. Perche’ forse non esiste amore e passione a sufficienza in chi tratta olio in gran quantita’? Solo piccolo e’ bello?
      La passione per l’olio e’ universale e non conosce distinzioni tra chi e’ piccolissimo, piccolo, medio o grande.

    • Massimo scrive:

      Gent.ma Jolanda, mi scusi ma mi pare che lei si sia allineata come forma mentis al duo Coldiretti Unaprol o che abbia letto solo le castronerie scritte da Berizzi il presunto giornalista azzecca inchieste di Repubblica. Ma secondo lei chi vende l’olio a quelli che definisce industriali? Non sono forse le aziende agricole o le cooperative italiane ed europee? Per favore la invito ad informarsi meglio e non si faccia indottrinare da chi ha il potere economico dettato dai milioni di contributi spesi a vanvera in primis dando stipendi milionari alle cariche più alte. Lo sa quanto costa oggi 1 kg di olio extra vergine di oliva pugliese? 2,30 Euro cosa e’ questo un olio industriale di magia o di alchimia? Rifletta signora.

  4. massimo scrive:

    Parole sacrosante. Se puntiamo solo ed esclusivamente sull’olio extra vergine di oliva tutti gli operatori della filiera ne subiscono le conseguenze, ovviamente negative. In primis gli agricoltori. L’olio di sansa , ad esempio dovrebbe essere concepito come il principale competitor dell’olio di semi ma ciò non vien attuato da chi ha “la puzza sotto il naso”. L’olio di sansa di oliva è ricavato per estrazione come tutti gli altri oli di semi ma ha il vantaggio di avere gli acidi grassi monoinsaturi in misura nettamente maggiore rispetto al loro contenuto negli oli di semi. E’ veramente paradossale che proprio in Italia grosso produttore di olio di oliva non si spinga su tutta la gamma degli oli di oliva, venendo incontro alle esigenze di tutti i produttori olivicoli che per impossibilità non possono produrre solo ed esclusivamente olio extra vergine di oliva di qualità ma producono anche olio vergine, olio lampante ed olio di sansa di oliva. E’ questo il vero grande errore che si è compiuto e si continua a compiere.

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