In armonia con il cosmo: gli oli biodinamici

Ci sono extra vergini capaci di ispirare pace e armonia? Forse sì, e sono quelli prodotti con lo spirito degli agricoltori biodinamici. Nella mia rubrica sul mensile “La Cucina Italiana” attualmente in edicola, il numero di aprile, segnalo ai lettori quattro oli biodinamici. “In armonia con il cosmo”, è il titolo dell’articolo. Un’avvertenza per chi non conosce il principio di fondo che muove l’agricoltura biodinamica: possiamo dire che si tratta di produzioni che provengono da aziende agricole paragonabili a un organismo vivente. Tutto, di conseguenza, avviene all’interno dell’azienda, la quale a sua volta è parte del grande organismo vivente cosmico da cui ne è fortemente influenzata.

Il terreno e la vita che si sviluppa in esso fanno così parte di un unico sistema. L’olivicoltore che produce un olio biodinamico seguendo gli insegnamenti antroposofici di Rudolf Steiner riescirebbe pertanto a interpretare i bisogni della terra e delle sue creature, seguendo metodi di lavorazione del suolo che  ne rispettino l’integrità come fosse un tempio sacro.

Produrre un olio biodinamico significa avere in considerazione due principi di fondo: il compostaggio e le fasi della luna.

Nei campi si pratica il sovescio, ovvero si interrano a scopo fertilizzante alcune piante, ma si praticano anche altre soluzioni ritenute pseudoscientifiche dai detrattori dell’agricoltura biodinamica, come per esempio il versare sul suolo preparati ricavati da letame e polvere di quarzo in diluizione omeopatica.

Gli oli che ho presentato su “La Cucina Italiana”? Andate in edicola e lo scoprirete. Per ora vi anticipo le provenienze territoriali: due toscani, un umbro e un campano.

La foto a corredo di questo post è di Claudio Gaiaschi.

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