Olio e comunicazione, errori da evitare

Sì, d’accordo, ci sono tanti modi di comunicare la qualità, ma farlo facendo perno sul passato è un errore che può rivelarsi grave quanto controproducente. C’è infatti chi investe sulla tradizione, come se questa fosse una sorta di deus ex machina capace di aprire le porte del cuore e giungere direttamente al consumatore. Non è così. Guardate per esempio questa cartolina, messa in circolazione da Redoro. Non è la strada giusta da seguire. La tradizione non è tutta da salvare. Far percepire una visione distorta non aiuta, soprattutto se non si forniscono spiegazioni.

La cartolina è un bel mezzo per trasmettere un pensiero attraverso un’immagine, ma l’immagine deve essere tuttavia quella giusta, o comunque deve essere supportata da opportune chiose.

La cartolina è dell’azienda agricola Redoro. Olivicoltori dal 1895, si legge. Nella didascalia. “I vecchi sacchi per il trasporto delle olive nell’antico frantoio di Mezzane”. La fotogafia è di Giovanni Panarotto.

A cosa è servita la cartolina? Non certo a favorire una buona immagine dell’olio. Per questo invito Daniele Salvagno, tra i titolari dell’azienda, a eliminare ogni copia della cartolina, oppure a contestualizzarla, specificando che un tempo si ricorreva ai sacchi per il trasporto delle olive, ma ora tali sacchi sono assolutamente banditi, perché non giovano alla qualità degli oli.

Le olive nei sacchi sono assolutamente da evitare. L’olio che ne scaturisce avrà inevitabilmente difetti sensoriali che non rappresentano in alcun modo la strada che porta alla qualità. Il consumatore non può vedere immagini così poco edificanti.

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6 risposte a Olio e comunicazione, errori da evitare

  1. Alessandra Biondi scrive:

    Buongiorno io non mi occupo di comunicazione ma mi occupo di nutrizione però devo rilevare che nel settore la comunicazione in particolare da parte di piccoli agricoltori va agli estremi. lei cita questa attività che comunica con una cartolina brutta legata ad un passato che viene raffigurato non bene io vorrei citare una impresa che si da molto da fare a creare confusione su facebook. questa impresa è presente con diverse pagine io ne ho trovate 4 ma potrebbe averne altre e in questo mese ha diffuso attraverso queste pagine informazioni molto fuorvianti. con la “collaborazione” forse complicità di un professore universitario ha indotto a credere che il loro olio contenga delle proteine che negli altri non ci sono, non sanno che quelle proteine non hanno nessun valore nutrizionale quindi qualitativo. questa è comunicazione scorretta perchè la ricerca pubblicata parla di proteine presenti in polpa e noccioli le tracce successive trovate nell’olio sono minime e sono insignificanti nel determinare la qualità del prodotto. invece il produttore e le foto e il video pubblicate fanno pensare il contrario arrivano fino ad affermare di non avere concorrenza e si riferisce chiaramente a concorrenza qualitativa. io dico che questo è scorretto i piccoli produttori dovrebbero fare sistema non dovrebbero incensarsi nella speranza di vendere qualche bottiglia di olio in più. questo signore è bravo a fare olio ma comunica in modo scorretto e dannoso. in italia ci sono molti oli di qualità e chi non può permettersi l’olio di questa marca che ho visto costa moltissimo non significa che non può consumare un olio di qualità. questa impresa ha anche un sito obsoleto costa meno scrivere su facebook che avere un sito aggiornato è così che ragionano alcuni. comunicare un modo sano di nutrirsi è una missione seria, grazie per lo spazio concesso, qui sotto vi metto i link a cui faccio riferimento.

    (omissis)

    • paolo scrive:

      non mi delude tanto il “veleno” con cui spesso, ignorando le realtà dei fatti, si attaccano gratuitamente persone che spesso con passione e sacrificio portano avanti attività non semplici sul piano della qualità, quanto il fatto che le critiche sono troppo spesso senza nessuna voglia di essere costruttive, laddove chi le lancia vanta proprio la presunta serietà della propria missione.
      cara alessandra (un nome fra l’altro che mi piace tantissimo), non ho approfondito il dettaglio della vicenda che citi perchè non vedo i link (d’altronde è solo un dettaglio), ma da appassionato della alimentazione in genere e nei limiti della mia ignoranza mi sovviene che:
      – l’olio è una cosa viva, che deriva da piante e quindi all’origine certamente contiene proteine
      – le proteine contribuiscono con processi legati alla ossidazione alla fermentazione e acidificazione
      – pertanto le proteine devono essere eliminate con filtrazione e raffinazione (brutta parola ma indica proprio la selezione delle parti “fini”)
      – solo olii con spiccate qualità antiossidanti (quindi di elevata qualità) si possono “permettere” residui proteici, utili dal punto di vista organolettico, senza subirne le conseguenze sulla conservazione
      – la quantità proteica non può essere oggetto di imputazioni, ai vertici della qualità sono i piccolissimi dettagli a fare la differenza.
      quoto gabriella quando dice che “diffusa è la convinzione che loro sappiano cosa sia meglio per la loro impresa e non percepiscono il ruolo del confronto”, ma se i commenti dei terzi sono così improduttivi la domanda è a chi devono dare ascolto? se volete dar motivo alla consulenza cercate di essere costruttivi!
      paolo – consulente
      ps- le attuali norme non contemplano la possibilità di immagazzinare le olive come nella foto commentata, quindi state tranquilli, ma…. artisticamente parlando, che bella foto !

  2. Gabriella scrive:

    Concordo su quanto espresso e, credo, l’argomento si possa ampliare, la comunicazione è la punta dell’iceberg di uno stile operativo tipico dei piccoli imprenditori: credono che fare tutto loro in casa sia una forma di risparmio. Questi sono i risultati.Molto diffusa è la convinzione che loro sappiano cosa sia meglio per la loro impresa e non percepiscono il ruolo del confronto, dell’innovazione, dello sviluppo (che non significa dimenticare le proprie radici ma estenderle, nutrirle). Mi fermo … ma l’argomento sarebbe molto ampio …

  3. Erberto Lullo scrive:

    Sono d’accordo sul messaggio brutto a vedere perchè di epoche ormai remote; però oggi le grandi novità tecnologiche di estarzione , ci fanno vedere ancora i vecchi metodi

  4. Daniela Vannelli scrive:

    Concordo pienamente sul pessimo e pericoloso messaggio .

  5. Giulia scrive:

    E’ una scena raccapricciante, l’ambiente deve essere pulito, non e’ accettabile. Come e’ possibile?

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