L’insano frutto dell’insensatezza

Più trasparenza delle informazioni“, chiedono a gran voce i sacerdoti della triade Coldiretti, Symbola e Unaprol. Nel comunicato stampa diramato lo scorso 21 marzo chiariscono il proprio obiettivo: “risolvere il problema della scarsa leggibilità delle etichette, che impedisce ai consumatori di conoscere la reale provenienza di quanto portano in tavola”. Secondo quanto riferiscono i patriarchi della triplice alleanza, “le lettere della scritta riportante l’origine dell’olio dovranno avere un’altezza minima di 1,5 centimetri ed essere ben visibili rispetto al colore del fondo. Nel caso di miscele di oli di oliva estratti in un altro Stato membro o Paese terzo, la dicitura va preceduta dal termine «miscela», stampato anch’esso in maniera ben evidente rispetto alle altre indicazioni”. Nulla da aggiungere, anche perché già il titolo di questo post odierno è sufficientemente esplicito. Come pure è altrettanto eloquente l’ironica foto realizzata da Massimo Occhinegro. Oh, Dio del cielo, se davvero esisti, salvaci tu!

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9 risposte a L’insano frutto dell’insensatezza

  1. Massimo scrive:

    http://www.oliveoil24.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=1223:intesa-unaprol-mataluni-una-scommessa-sull’olio&Itemid=81
    In questo link l’annuncio di un accordo del 2010 mai decollato che avrebbe risolto tutti i problemi del Made in Italy. Hanno illuso migliaia di produttori e non hanno venduto una sola bottiglia. Sono degli incapaci. Gestiscono milioni di euro da diversi decenni ed ancora oggi parliamo dei problemi dell’olivicoltura e dei produttori . Continuano a fare il male dell’olivicoltura e del Paese. Ovviamente di questo clamoroso insuccesso non hanno mai detto nulla. Per contro hanno incominciato ad attaccare gli altri facendo una cattiva pubblicità all’Italia, già messa male, in alcuni Paesi esteri. Avessero speso un euro per diffondere la cultura del buon olio diretto al consumatore. Basterebbe che il Presidente di Coldiretti ed il suo segretario investissero due annualità dei loro stipendi , a quanto pare milionari, in comunicazione per dare un buon esempio.

  2. E’ terribile l’idea di essere completamente nelle mani dell’improvvisazione di alcuni soggetti del tutto ignari di cosa sia la realtà e il mercato. C’è necessità di aria nuova, per salvare l’olio da chi si improvvisa.

  3. Laura scrive:

    Non è con la polemica, cara alla triade, che si vince sul mercato. Capisco che giova di più parlare male di chi già ha un mercato che cercare di lavorare per far crescere il comparto olivicolo. Con la polemica hai l’attenzione dei media, con il lavoro silenzioso no, perchè non c’è notizia. L’importante è insegnare ai produttori che esiste un nemico da combattere: ieri era l’origine, oggi i cm delle scritte, domani cosa sarà? Queste sterili battaglie della triade condotte in questi anni anziché portare benefici in termini economici ai produttori- l’olio italiano vale sempre meno- ha disorientato i consumatori e addirittura ultimamente danneggiato quei seri produttori che vendono in Cina. Se questa è difendere chi non ha voce…
    Chi lavora nel mondo dell’olio, e intendo chi produce e vende, ben sa che il problema non sono i cm delle scritte in etichetta. Invece di sprecare tempo e soldi per alimentare le polemiche, spendiamoli per far si che il consumatore impari a scegliere, perché questa è l’unica faticosa strada che possiamo percorrere per difendere chi non ha voce.

  4. vincenzo scrive:

    io non capisco tutto questo accanimento contro la “triade”…
    eppure mi sembra che stanno semplicemente dando voce a tutti quei produttori di extravergine che da troppo tempo vengono ammutoliti dai giganti della illegalità.
    e stiamo attenti a scrivere “extravergine” su quelle bottiglie.
    l’extravergine è un olio di categoria superiore!

    • Andrea scrive:

      Se dessero davvero voce ai produttori, credo che il settore olivicolo in Italia andrebbe molto meglio ed in tutti questi anni avrebbe fatto passi da gigante come lo ha fatto il settore del vino e viticoltura.
      Forse sarebbe il caso di cominciare a fare campagne di informazione a livello nazionale descrivendo le caratteristiche di un olio buono e le varie diversità per aiutare il consumatore ad acquistrli, confrontarli dandogli elementi chiari nella scelta.
      Non basta dire, come succede in tutte le trasmissioni dove si parla di cucina, ” bisogna usare olio extravergine”, è fontamentale cominciare a dire due parole in più sulle caratteristiche di quell’olio da utilizzare per quel tipo di ricetta per una buona riuscita del piatto!!! Come descrivono i vini da abbinare devono cominciare a farlo anche con l’olio. E’ qui che la triade dovrebbe impuntarsi di più concretizzando la propria missione in difesa dei produttori e consumatori investendo fondi e non guardare solo al proprio ombelico, altrimenti resteremo sempre bloccati con il resto del mondo che ci sorpassa !!!!!!

  5. Scambio 100 litri di extravergine 100% Italiano ” denocciolato” per 100 litri di gasolio per autotrazione!!!!!
    W L’Italia…..con gli occhi neri nella notte scura……….( ciao Lucio)

  6. michele scrive:

    Ma nessuno di voi ricorda i manifesti affissi con una bottiglia di olio extra vergine italiano affiancata da un contenitore tipico degli oli di macchina con scritto miscela di oli….

  7. Giulia scrive:

    Poveri noi!

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