La paura del grande gelo

Fa freddo e si temono forti abbassamenti di temperatura. Sotto i zero gradi, pesantemente sotto i zero gradi. C’è paura. Nel blog della famiglia Turri si accenna ai drammi che gli olivicoltori del passato hanno vissuto, vittime di devastazioni di piante di olivo nei loro campi coltivati. Il grande gelo quando sta per arrivare fa paura, molta paura.

Ed ecco cosa si legge nel blog Turri:

Nel passato ricordiamo le storiche gelate del 1929 (descritta anche negli appunti del nostro nonno Mario) del 1956 e del 1985, eventi eccezionali che si verificarono nei primi due mesi dell’anno. Ecco spiegato quindi, perché, nelle nostre zone, è meglio procedere alla potatura dell’olivo verso la fine di marzo. Non è un caso d’altro canto che da noi si potino gli olivi prima della festa delle Palme dove è consuetudine benedire i rami d’olivo.

Ma cosa può accadere se si ripeterà quest’anno la gelata? Sperare che ciò non accada. Non ci sono solzuioni preventive. Mettere la stufa tra gli olivi? Antieconomico e risultati incerti. E d’altra parte come si può fare? Aspettare, non resta altro che attendere e sperare che non accada nulla. Si può solo intervenire a posteriori, evitando di commettere errori. C’è paura tra gli olivicoltori, una grande paura.

Se gli olivi sono umidi, perché si è sciolta la neve o ha piovuto, i rischi sono altissimi. Non c’è difesa, purtroppo. Occorre solo sperare che i danni agli alberi non siano profondi. Solo la preghiera può servire, ma di fronte alll’ineluttabile anche le preghiere alle volte non bastano.

 

 

 

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Una risposta a La paura del grande gelo

  1. Massimo scrive:

    A riguardo ho sentito dire che era usanza in Liguria erigere un’edicola votiva subito dopo l’impianto di un nuovo oliveto a protezione delle coltivazioni. Devozione popolare di fronte all’imponderabile.
    Dopo la grandine dello scorso anno, la siccità, la mosca e adesso il gelo forse avevano ragione loro.

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