“Zio Mingo, cosa ti rende così forte?” Lo zio rispose: “l’olio d’oliva”

“Prendi l’olio, che fa bene alla salute. Prendilo”. Quante volte, durante gli anni dell’infanzia mia nonna paterna mi invogliava  a prendere un cucchiaio d’olio al mattino, prima di far colazione. Vivevo per lo più con lei, mia sorella e mio fratello, nei mesi estivi. Al mare, a trascorrere le vacanze. E aveva ragione da vendere. Mi dava pochi biscotti, perché non era del tutto convinta che mi facessero bene. Nessuna resistenza con l’olio: prendilo pure, e anzi mi spingeva a prenderne un cucchiaino al mattino appena sveglio.

Questa predilezione di mia nonna per l’olio mi è rimasta particolarmente impressa, tant’è che durante il convegno che ho moderato al Simei lo scorso 25 novembre, nel corso dell’intervento del professor Massimo Cocchi ho pensato proprio a lei.

Cocchi ha messo giustamente in luce il valore nutrizionale dell’olio extra vergine di oliva. Il suo intervento lo si può in qualche modo sintetizzare nella seguente formula, decisamente a effetto: “l’acido oleico dalle olive al cuore”. Per prevenire le malattie cardiovascolari l’extra vergine è l’alimento più indicato. La tesi del professor Cocchi appare per certi versi come un inno al consumo dell’extra vergine. Egli sostiene tra l’altro come alcuni studi riferiscano di un miglioramento dello stato depressivo nei pazienti che utilizzano correntemente l’olio extra vergine di oliva.

Sempre secondo Cocchi, sarebbe il caso di introdurre per via alimentare più extra vergine di quanto ne consumiamo di solito. Il consumo medio attuale per ogni italiano vale circa 11,76 grammi al giorno, mentre ne dovremmo consumare circa il doppio, se vogliamo goderne appieno dei benefici. Non è un caso – ammette Cocchi – che la Food and Drug Administration statunitense riferisca di un consumo giornaliero di 23 grammi, ovvero di circa due cucchiai.

Un approfondimento su quanto ha riferito Cocchi lo si può leggere in un articolo apparso su Teatro Naturale, firmato insieme con il professore Gianni Lercker.

Ma ora, per chiudere in bellezza questa giornata di sabato, vi riporto uno stralcio tratto da un bellissimo libro di uno tra i miei scrittori preferiti: John Fante.

Il libro si intiola Full of Life, ed è stato pubblicato da Einaudi Stile Libero nella traduzione di Alessandra Osti.

Com’era lo zio Mingo, papà? Raccontami tutta la storia, dall’inizio.
– Aveva i capelli rossi, ragazzo. Piedi grandi. Era un uomo molto forte.
Ma non potè continuare. Si mise a piangere, e io con lui, ci abbracciammo e piangemmo a lungo perché noi sapevamo quanto fosse importante lo zio Mingo e l’amavamo tantissimo dopo tutti quegli anni.

(…)

– Una volta gli dissi: “Zio Mingo, cosa ti rende così forte?” Lo zio Mingo mi sollevò con una mano, mi tenne in alto, e disse: “Olio d’oliva”.

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