Qualcosa di vero e autentico, attraversato da un sentimento che si chiama “passione”

Si prova una sensazione strana, quasi di svuotamento, dopo la conferenza stampa di ieri a Milano. Un successo, di cui ringrazio tutti i partecipanti e gli amici che mi hanno seguito in questa mia idea rivoluzionaria. Oggi è tempo di una sana pausa, infatti non sono più a Milano, respiro un’altra aria. Massimo Occhinegro, tra i massimi conoscitori del mercato oleario internazionale, era presente a Milano ieri, venuto espressamente dalla Puglia. Questa mattina ha postato su facebook alcune foto, che riprendo qui. E’ bello rivedersi ritratti nell’atto creativo in cui si espone al pubblico una parte di sé, del proprio modo di vedere la realtà. Giuseppe Capano nel suo blog ha parlato di una conferenza stampa “umana, sincera e propositiva”. Interessante lettura, segno evidente che – forse – spesso e volentieri si recita una parte? Già, bella questione: la sincerità, lo spazio per qualcosa di vero e autentico, senza quella anima commerciale che infesta il mondo. Abbiamo proprio bisogno di qualcosa di nuovo.

Ed io, d’altra parte, non riesco per mia natura a riproporre le solite formule, stantie e ripetitive. Mi annoio subito e non posso fare il replicante. Dopo un po’ occorre aprire le finestre della propria mente e respirare un po’ d’aria pura.

Donato Troiano, direttore di InformaCibo, si è congratulato con me per la formula innovativa, e lo ringrazio pubblicamente, anche perché so che uscirà fra qualche ora sul suo giornale un’ampio spazio dedicato a Olio Officina Food Festival: formulo pubblicamente la mia piena gratitudine. Anche nei confronti di Enzo Lo Scalzo, che già sul mio blog è intervenuto con più commenti (qui e qui).

Insomma, il festival si sta pian piano svelando, e domani, mercoledi, comparirà on line sul sito di Olio Officina Food Festival il programma con la possibilità di iscriversi on line.

Chi come me sta lavorando da tanti mesi a un progetto così importante sa bene le fatiche che vi sono dietro, e sa altrettanto bene che ogni condivisione del progetto non fa altro che moltiplicarne ogni volta l’efficacia, quasi contagiando collegialmente gli animi. Grazie a tutti, dunque: i progetti hanno un senso solo se ampiamente condivisi.

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