La mela e l’olio

Che ci stanno a fare quelle mele sul tavolo? E cosa hanno a che vedere le mele con l’assaggio dell’olio extra vergine di oliva?  Semplice: entrano di diritto nella degustazione professionale dell’olio. Già, perché la mela diventa fondamentale nel pulire la bocca tra un assaggio e l’altro. Ora però sorge spontanea una domanda, come direbbe Lubrano: quali mele, tra le tante varietà disponibili, sono più adatte allo scopo?

Lorenzo Cerretani, uno tra i capi panel più apprezzati – colui, per intenderci, che è a capo del gruppo Panel del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bologna, panel che effettua tra l’altro le preselezioni per il concorso Olio Capitale – pur preferendo la Granny Smith, indica anche le seguenti varietà di mele: Stayman, Gloster e Renette.

Cos’hanno di speciale queste mele? Perché sono da preferire ad altre? Per la loro peculiare sensazione acidula, più funzionali nel facilitare la pulizia della bocca tra un olio e l’altro.

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3 risposte a La mela e l’olio

  1. Daniela Vannelli scrive:

    Personalmente preferisco la Granny Smith perchè mi risulta più efficace nella sua operazione di pulizia.

  2. Daniela Vannelli scrive:

    Personalmente continuo a preferire la granny smith . Mi risulta più efficace nel suo compito.

  3. Effettivamente non tutte le mele sono uguali. Meglio quelle più acidule.

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