Il frantoio più grande al mondo? Ha tecnologia italiana, ma si trova in Spagna

La notizia lascia a bocca aperta. A Villacarrillo, nella regione di Jaén, sono stati inaugurati i nuovi impianti produttivi della cooperativa Nuestra Señora del Pilar. Non è una inagurazione tra le tante. Già, perché si tratta del frantoio più grande al mondo. Cristóbal Gallego, il presidente della cooperativa, è orgogliosissimo di tale primato. I nuovi impianti riescono a lavorare fino 2.500 tonnellate di olive al giorno. La tecnologia, di ultima generazione, è tutta italiana. Si tratta dell’azienda Pieralisi, operante a Jesi ma presente in ogni angolo di mondo in cui vi sia l’olivo.

La cooperativa in questione – si legge in una nota – possiede 18 linee di ricevimento olive, 16 linee di lavaggio, 72 tramogge di carico olive e 156 serbatoi che consentono di immagazzinare in loco 17 mila tonnellate di prodotto. Nella scorsa campagna 2010-2011 sono state lavorate circa 74 mila tonnellate di olive che hanno dato luogo a 16.200 tonnellate di oli vergini di oliva. Un’enormità. Si può ben immaginare quale sia la differenza tra Spagna e Italia. Noi primeggiamo in tecnologia, la Spagna la fa da padrone per ciò che concerne la quantità di oli prodotti. Riusciremo a tener testa agli spagnoli anche sul fronte della qualità?

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7 risposte a Il frantoio più grande al mondo? Ha tecnologia italiana, ma si trova in Spagna

  1. Emanuel scrive:

    Cosa consigliate ad un giovane laureato in economia che ha deciso di sporcarsi le mani cominciando a Produrre olio di alta qualità, curando tutte fasi con eleva scrupolosita.. devo arrendermi o posso sperare che il mio prodotto sia apprezzato all estero così come in Italia ??? Grazie
    Emanuel

  2. Ho operato anche io nei mercati internazionali da più di un decennio, confermo la tesi che la Spagna sa produrre oli eccellenti. Anche io suggerisco ai miscredenti di fare un blind test nascosto assaggiando gli oli spagnoli e di farli anche nalizzare anche dai Carabinieri del NAS. Riuscire a far prevalere il nostro prodotto italiano nel mondo con la crisi economica mondiale e in tutte le tasche dei consumatori è veramente
    difficile giustificando il prezzo molto di mercato molto elevato.
    In effetti non si può essere sentimentali di fronte alla cruda realtà e tanto meno vanitosi di un’olio top. Le Cooperative meridionali sono gestite generalmente da presidenti dopolavoristi in pensione, in precarie condizioni di salute e di pessima etica imprenditoriale. Non hanno gli uffici commerciali per l’Italia e tanto meno per l’estero.
    Non esistono rappresentanti di commercio ne per l’Italia e tanper l’estero.
    Le fiere campionarie nazionali e internazionali esitono, alcune cooperative partecipano ma come partecipano e chi c’è alla reception?… a tutelare i loro interessi?… Il servizio
    di marcheting internazionali per imporsi sui mercati importanti i quali si lasciano alquanto desiderare.
    E’ dura da ammettere, ma è la pura verità nella constatazione dei fatti vissuti in prima persona.
    E’ una situazione a dir poco stagnante, deplorevole e allucinante.

  3. massimo scrive:

    Per chi opera nei mercati internazionali da più di un decennio, come me non posso che confermare quanto sostenuto da Luigi Caricato. La Spagna sa produrre oli eccellenti. Suggerisco ai miscredenti di fare un blind test, ossia un test nascosto assaggiando gli oli , tra poco, quando saremo in periodo di campagna piena (per la Spagna c’è da aspettare un pò)
    Riuscire a far prevalere il nostro prodotto italiano nel mondo sta diventando sempre più difficile. Abbiamo si un vantaggio che è costituito dalle centinaia di varietà di olive e quindi di olio ma far apprezzare le differenze e soprattutto giustificare il prezzo molto elevato è difficile e colpisce solo piccole nicchie di mercato.

  4. Graziano scrive:

    Non concordo con quanto scritto…..avrei scritto “riusciranno gli spagnoli a tener testa agli Italiani in fatto di qualità?” …..

    • Luigi Caricato scrive:

      Il fatto è che non si può essere sentimentali di fronte alla cruda realtà. Da grande sostenitore del mio Paese e dei produttori, avrei preferito scrivere anch’io “riusciranno gli spagnoli a tener testa agli Italiani in fatto di qualità?”, ma la realtà è ben diversa: in Spagna si produce l’eccellenza a costi decisamente inferiori, anche a 5 7 euro il kg. Loro adesso producono oli eccellenti come i nostri, vincitori di concorsi internazionali e che si impongono sui mercati importanti.

      E’ dura da ammettere, ma ora gli spagnoli si stanno facendo largo, oltre che con i grandi numeri delle produzioni massive d’olio, anche con la qualità

  5. E’ incredibile immaginare aziende di quelle dimensioni in Italia, da questo si concepiscono i bassi prezzi della grande distribuzione e di conseguenza un olio ottenuto di qualità mediocre. E poi quell’olio arriva in Italia dopo esser prodotto da macchine Italiane!!! Cosa non va!!!!! Spero molto presto in una nuova classificazione degli oli d’oliva, sperando che tutti gli oli a basso prezzo possano essere classificati al di là dell’acidità in acido oleico nella categoria merceologica OLI VERGINI DI OLIVA e non OLI EXTRA. SALUTI

    • Luigi Caricato scrive:

      L’Italia ha un altro profilo, è vero, ma sembra che ultimamente – a parte la buona volontà di pochi coraggiosi e appassionati che tirano avanti la carretta – il nostro Paese stia proprio perdendo il profilo

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