Che oli! E che prezzi! E la gente li acquista pure

Ieri ho dedicato il mio post alla Spagna oliandola, al rientro da Barcellona. Oggi voglio riprendere il discorso degli oli nei duty free degli aereoporti. Mi potete spiegare il motivo per cui in Italia non debbano esserci in grande evidenza le bottiglie di olio extra vergine di oliva nostrane? E’ secondo voi plausibile che si trascuri un patrimonio così centrale nel nostro paniere di prodotti del territorio? Ho il sospetto che gli italiani parlino parlino, ma poi concludano ben poco in fatto di promozione. I primi a non crederci sono gli stessi italiani. Quanto pensate che possa ancora durare il buon nome degli oli italiani nell’immaginario degli stranieri?

Intanto, occhio ai prezzi. Le referenze presenti al duty free dell’aereoporto di Barcellona erano davvero tantissime, e occupavano due espositori e mezzo.

Le bottiglie erano in netta prevalenza da 500 ml, con prezzo minimo di 4,10 euro e massimo di 14 euro. Per la cronaca: la gran parte delle referenze da mezzo litro avevano un prezzo al pubblico superiore ai 9 euro.

C’erano anche bottiglie da 250 ml, una in particolare al prezzo impegnativo di 7,60 euro, dotata di spray. Infine le bottiglie da 750 ml avevano un prezzo superiore agli 8,50 euro. Non c’è che dire: un buon modo per valorizzare l’olio extra vergine di oliva, anzi l’aceite come dicono in Spagna, o l’oli come dicono invece i catalani.

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7 risposte a Che oli! E che prezzi! E la gente li acquista pure

  1. massimo scrive:

    La morte di Steve Jobs ed i conseguenti commenti commemorativi hanno evidenziato un aspetto importante che interessa tutti i settori ma, visto che vi operiamo, anche il nostro. Essere “visionari” . Tutti noi dobbiamo andare avanti con le nostre visioni , immaginandoci un settore migliore, andare avanti significa ovviamente non fermarsi ai soli sogni, bensì avventurarsi anche “nell’ignoto”. I visionari spesso, proprio perchè non portano il loro cervello all’ammasso, sono visti come “folli” e criticati , magari mai apertamente, ma indirettamente. L’obiettivo della visione è quello da raggiungere ed una volta “realizzata” , per i più epicurei , ci possono essere anche sub-obiettivi di profitto. Perciò siate dolcemente “folli” e fatevi cullare dall’eterna visione.

  2. Fausto Delegà scrive:

    Concordo in larga parte con tutti gli interventi. Ovviamente anche in toto con il tuo pezzo Luigi. Aggiungo il mio pensiero con un breve gioco di parole. Perchè e così difficile pro-muoversi? Forse perchè alla base non c’è la voglia di pro-gredire, ma solo quella di pro-fittare. Guardando solo al pro-fitto si fa poca strada. Prima si deve pro-creare cultura attraverso un pro-getto, oggi inesistente nelle teste dei nostri amministratori in ogni dove.Poi, ma solo poi, si può anche pensare al pro-fitto che arriva da una pro-pensione del consumatore alla conoscenza pro-duttiva e che deriva anche da una curiosità intellettuale da accendere. Mi pare che tu abbia iniziato molto bene a costruire l’ interruttore adatto, Luigi.

  3. Forse perchè l’argomento che l’ha vede basito, non interessa a nessuno. Non sappiamo valorizzare i nostri prodotti, non sappiamo fare marketig, non siamo umili, e sostanzialmente siamo dei pigri- ignoranti a cui tutto si deve perchè siamo i più bravi. Concordo inoltre con Alessandra, Massimo, De Angelis e frantoio Toscano.

  4. alessandra scrive:

    Condivido a pieno tutti i commenti!Magra consolazione, ma é pur sempre una consolazione quella di rispecchiarsi nei problemi degli altri, almeno stiamo tranquilli di non soffrire di manie di persecuzione!Solo l’aggiunta di un pensiero al commento di Massimo: e se non fai il fotovoltaico passi pure per un povero retrogrado che se la vuole la fine che sta facendo!; al commento di Mario: i ristoratori e gli albergatori, almeno da qualche parte hanno il loro olio difettato da proporre! e al frantoio Toscano: forse gli etichettatori di cui parla e di cui anch’io ho letto le meraviglie, sono premiati per la loro fantasia di narratori! e l’ultimo appello che da produttore faccio agli altri produttori: proponiamo un’assaciazione di categoria per le associazioni di categoria: poverine! Hanno bisogno di essere tutelate meglio, così il 100% del loro lavoro va a esclusivo loro vantaggio! ma c’è bisogno di un 200% quindi bisogna farsi promotori di un’associazione di categoria per le associazioni di categoria!

  5. massimo scrive:

    Chi appartiene alla mia generazione ricorderà la canzone di Mina , coadiuvata da Alberto Lupo….il titolo PAROLE PAROLE PAROLE. In Italia parliamo, parliamo parliamo e non concludiamo mai niente. Le varie Unaprol e Coldiretti in primis, dicono e scrivono…l’Italia export in crescita…ma non evidenziano che l’Italia si cresce, perchè la domanda mondiale cresce, ma la fetta più grossa della crescita è della SPAGNA ..OLE’!
    Così a conti fatti la Spagna supera abbondantemente quota 55% in media e l’Italia evidentemente ARRETRA. Ma noi siamo i migliori e come dico sempre SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME CHI SONO I MIGLIORI DEL REAME? E così ogni tanto ci diciamo che siamo i più belli ed i migliori. I fatti , li fanno gli altri…Nei fatti un’agricoltura sempre più povera e nana, relegata a livello di nicchia. Ma noi installiamo impianti fotovoltaici!

  6. Mario De Angelis scrive:

    Caro Luigi, siamo sempre alle solite!! Come pretendi trovare l’olio della zona o di particolari areali negli aereoporti quando lo stesso olio prodotto in una data zona non viene utilizzato dai ristoratori o dagli albergatori dello stesso territorio?? Se questa situazione la facciamo presente ai governatori (regionali, provinciali, ecc.), essi ti liquidano dicendo: “è una buona idea”, ma poi pensano ad altri problemi: prima di tutto a come fare per non andare a casa, poi le varie chiusure di attività, ecc.).

  7. Frantoio Toscano scrive:

    Il problema è che se andiamo a proporre i nostri oli negli aereoporti ci ridono in faccia nel migliore dei casi e in altri casi non riesci nemmeno ad arrivare al responsabile degli acquisti dei negozi. Ci sarebbe pure da aggiungere molte altre cose ma si rischia una querela. Come si fà a inserirlo? i produttori c’è la mettono tutta ma trovano molte porte chiuse, indifferenza, arroganza, etc. Nei nostri aereoporti regnano incontrastati i prodotti di molti confezionatori che nulla hanno a che fare con iprodotti Italiani d’eccellenza ma che purtroppo usano nomi altisonanti per richiamare l’attenzione dell’ignaro turista straniero. Naturalmente c’è da aggiungere l’irregolarita di moltissime etichette che giaciono tranquille sugli scaffali con le indicazioni geografiche più disparate usate in modo abusivo, modifiche varie alle diciture di legge a vantaggio proprio e chi più ne ha più ne metta. recentemente ho visto la dicitura obbligatoria “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici” modificata in ” Olio extra vergine di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici di prima spremitura a freddo”. Peccato che gli organi di controllo si limitono a perseguitare continuamente le solite 3 aziende di poveri contadini misuradogli con il calibro le altezze dei caratteri delle etichette che sono sempre le solite da un anno all’altro e non guardino queste cose…

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