Assaggi l’olio e ti spunta un fiore in bocca

Oggi mi scrive, stupefatto, Marcello Scoccia, noto e apprezzato assaggiatore di oli di oliva, con venti cinque anni di gloriosa presenza in campo. Per chi non lo conoscesse, è l’anima storica del noto marchio Olio Sasso. E’ lui, tra l’altro, l’unica figura che ha attraversato tutti i vari passaggi di proprietà dell’azienda, dalla famiglia dei fondatori, i Novaro, ad oggi, con il brand che appartiene agli spagnoli di Deoleo. Perché Scoccia si è mostrato stupefatto? Per un articolo apparso questa mattina sul quotidiano “La Repubblica”.

Sì, come può reagire d’altra parte una persona così preparata come Marcello Scoccia di fronte a un testo buttato lì a caso, senza pensarci minimamemnte su?

Nel trafiletto tra l’altro si legge che al momento dell’assaggio occorre a un certo punto “stringere leggermente i denti e immettere aria dai lati della bocca”. Mi raccomando: dai lati. Quindi: “l’aria, entrando, colpisce l’olio e lo espande”. Ma sì, già mi immagino l’olio colpito dall’aria a suon di scudisciate. E già immagino, inoltre, l’espansione delle particelle d’olio nel cervello di chi ha avuto il coraggio di scrivere una simile nota.

O Dio del cielo, quanta pazienza!

E’ evidente che una persona saggia e preparata come Marcello Scoccia, che è, peraltro, anche vicepresidente della scuola di analisi sensoriale dell’Onaoo di Imperia, resti senza parole di fronte a espressioni disarmanti come quella del “prato fiorito”.

E ora un appello: si facciano avanti i fortunati che hanno trovato il sentore di  “prato fiorito” in qualche olio tra quelli degustati di recente.

Il prato fiorito? Evidentemente chi ha scritto il trafiletto pensava al dentifricio Colgate.

Vi ricordate la pubblicità “ti spunta un fiore in bocca” trasmessa con la gioia dei bambini qualche decennio fa in tivvù?

O Dio del cielo quanta pazienza, ma quanta pazienza!

Questa voce è stata pubblicata in Analysis. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Assaggi l’olio e ti spunta un fiore in bocca

  1. Massimo scrive:

    Proprio oggi ho assaggiato un olio che dava un po’ di sottobosco. Era un olio aromatizzato.

  2. Marcello Scoccia scrive:

    Giandomenico, al prato fiorito del pc …non ci avevo proprio pensato…. pero’ anche questo potrebbe essere un nuovo descrittore positivo da AGGIUNGERE

    saluti
    ms

  3. Fausto Delegà scrive:

    Luigi, ha ha ha ha , quella del prato fiorito non l’avevo mai sentita, ma poi : quale prato fiorito? Perchè ,se vogliamo sottilizzare, la latitudine e la altitudine del prato modificano alla grande la situazione olfattiva che un segugio potrebbe certamente cogliere; un prato Toscano o un bel prato Trentino a 1003, come dicevano Coki e Renato, non sono certo la stessa cosa. Certo, pazienza, ma forse ,come diceva quello: l’importante e che se ne parli? Speriamo. L’aria però che sferza l’olio come un tifone palatale non è da meno. Certo più che il dentifricio,Luigi, a me questa tua frase, e il contesto, mi ricordano di più un capolavoro di un tuo omonimo che di cognome faceva Pirandello e il suo “L’uomo dal fiore in bocca”: “Attaccarmi cosí – dico con l’immaginazione – alla vita. Come un rampicante attorno alle sbarre d’una cancellata.Ah, non lasciarla mai posare un momento l’immaginazione: – aderire, aderire con essa, continuamente, alla vita degli altri… – ma non della gente che conosco. No, no. A quella non potrei! Ne provo un fastidio, se sapesse, una nausea. Alla vita degli estranei, intorno ai quali la mia immaginazione può lavorare liberamente, ma non a capriccio, anzi tenendo conto delle minime apparenze scoperte in questo e in quello. E sapesse quanto e come lavora! fino a quanto riesco ad addentrarmi! Vedo la casa di questo e di quello; ci vivo; mi ci sento proprio, fino ad avvertire… sa quel particolare alito che cova in ogni casa? nella sua, nella mia. – Ma nella nostra, noi, non l’avvertiamo più, perché è l’alito stesso della nostra vita, mi spiego? Eh, vedo che lei dice di sí…” L’mmaginazione…gioca brutti scherzi, a volte. Sera bella. :-)))

  4. Giandomenico Scanu scrive:

    Secondo me chi ha scritto quell’articolo su Repubblica aveva in testa il giochino che si fa sul PC dal nome, appunto, “prato fiorito”, vedere http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_minato_(videogioco). Forse, poco prima, l’autore ci giocava in attesa di scrivere qualcosa sull’olio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *