Anche l’Oro dei Giganti nell’arca, a forma di libro, di Bruno Gambacorta

Finalmente un libro decoroso scritto da un personaggio televisivo intorno al mondo del cibo. Esce infatti domani in tutte le librerie Eat Parade, a firma di Bruno Gambacorta per le edizioni Vallardi. Finalmente, è proprio il caso di dire. Anche perché non se ne poteva più ormai dei ricettari delle solite comari della porta accanto. Le signore Clerici e Parodi avranno anche un vasto pubblico, buon per loro, ma gli editori, almeno loro, non replichino gli stessi modelli imposti dalla tivvù. Potrebbero anche sforzarsi di offrire qualcosa di diverso. I libri, d’altra parte, debbono far scaturire utili spunti di riflessione, e Gambacorta, un bravo e serio giornalista con studi di medicina alle spalle, ha saputo colpire nel segno, apportando elementi di originalità, con pagine anche dedicate all’olio.

L’unica nota stonata è l’aver evidenziato in copertina il logo della arcinota e arciapprezzata rubrica del Tg2 “Eat Parade”. Fossi stato io l’autore, mi sarei imposto per trovare un altro titolo. Anche perché i libri hanno una storia autonoma, non possono replicare tal quale un marchio, sia pur vincente. Già basta il nome: Bruno Gambacorta, ad attestare un lavoro di grande qualità. Non serve altro. Il coraggio sta tutto lì. Nell’uscire dalla maglie ingessanti della tirannia televisiva. Il libro è un segnale di speranza e merita di essere letto con grande attenzione: è come un’arca di Noè in cui vengono accolti tutti i paladini del buon cibo.

All’interno delle oltre 260 pagine si trovano tutte le emozioni che un bravo narratore come Bruno Gambacorta ha saputo individuare in quasi quindici anni di rubrica in giro per ogni angolo d’Italia. Così, fermandoci alla sola sfera oliandola, ci ha particolarmente incuriosito la nota sui millenari ulivi di Puglia. Una testimonianza, quella dei promotori della Comunità degli oliveti monumentali, che portà con sé i segni indelebili di una storia d’Italia tutta delineata nel nome degli olivi. E infine, non è da meno, la vicenda di un olivicoltore dell’ultima ora, Giampaolo Sodano, che da direttore di Rai2 è passato a vestire i panni del coltivatore di olivi e del frantoiano, così, per puro amore verso la campagna e per il pan con l’olio, con la chiara consapevolezza che da qui in avanti si aprirà per l’Italia la vera sfida sul futuro. Gambacorta riporta una riflessione amara di Sodano: “Quando la generazione attuale di olivicoltori lascerà per insormontabili motivi anagrafici, i figli e i nipoti faranno i conti e decideranno – saggiamente dal loro punto di vista – che non è possibile andare avanti“.

Il pensiero di Sodano apre alle grandi problematiche dell’olivicoltura italiana, lasciata purtroppo a se stessa da molto tempo. Riuscirà allora questa felice “arca”, che ritroviamo magistralmente espressa nelle pagine del libro di Gambacorta, a ridare fiducia ai produttori d’olio? Chissà. Lo scopriremo solo giorno dopo giorno. Per ora non resta che attendere l’olio che verrà.

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