Oli Dop Seggiano e Riviera Ligure. La strada da seguire

Ancora spazio agli oli dell’Amiata in questo mese di ottobre ormai imminente. Nel numero già in edicola di Cucina Italiana, nella mia pagina degli extra vergini ho dedicato una puntata speciale alle produzioni Dop Seggiano. L’attualità di questi oli è che a partire dall’olivagione 2011 la denominazione di origine protetta non sarà più in regime nazionale transitorio ma avrà una tutela più ampia, estesa a tutti Paesi dell’Unione europea. Sono quattro le eccellenze che presento (Podere Vignine, Frantoio Franci, La Poderina Toscana e De Triachi), ma vi è spazio anche per gli oli della Riviera Ligure destinati ai bambini in età scolare.

Non meno importante è infatti la breve nota sulla lodevole iniziativa “Sapore d’Olio”. Iniziativa promossa dal comune di Taggia in stretta collaborazione e condivisione con il Consorzio dell’olio Dop Riviera Ligure. Al centro delle attenzioni i 1500 allievi delle scuole del piccolo comune dell’Imperiese, i quali dopo aver mangiato lo scorso anno in mensa cibi conditi e cucinati con l’extra vergine ligure, hanno avuto anche modo di assaggiarlo in purezza quest’estate, a seguito del dono ricevuto in chiusura di anno scolastico. Insomma, una riflessione è d’obbligo: puntare su quella che è definita l’età evolutiva è con ogni certezza un investimento vincente sul futuro. E’ la strada da seguire.

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Una risposta a Oli Dop Seggiano e Riviera Ligure. La strada da seguire

  1. massimo scrive:

    Pensare ai bambini per “sognare” un futuro diverso per l’olio di oliva dopo che le generazioni precedenti lo hanno denigrato per ignoranza, è fondamentale. l’Education parte da lì. Purtroppo spesso mancano le risorse finanziarie per poterlo fare su vasta scala. Ogni iniziativa privata è comunque essenziale ed auspicabile. Il Target deve essere cambiato , se desideriamo cambiare il settore in meglio. Tuttavia occorre anche considerare che è previsto per un futuro non molto lontano, che milioni di famiglie saranno indigenti con stipendi mensili non superiori ai 1.500 euro. Occorre allora anche pensare a questo per affrontare un futuro italiano che non si prevede certamente florido.

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