Frittura ed eros

Chi l’avrebbe detto che l’esercizio della frittura, e, in senso lato, ciò che si frigge, sia da considerare in qualche maniera metafora degli organi genitali maschili e femminili? Eppure nel Dizionario storico del lessico erotico italiano, di cui sono autori Valter Boggione e Giovanni Casalegno, alla voce “frittella” viene associata l’immagine della ciambella bucata e unta, che nel Veneto diventa la frìtola, espressione utilizzata per indicare altresì il sesso femminile, come appunto si legge nel romanzo Libera nos a malo, di Luigi Meneghello (Ecco dunque: si possono fare i pettegolezzi sul culo, ma sulla frìtola no), o, con il termine frittella, nei sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli (Noantri fijacci de mignotta / dimo… / sorca, vaschetta, fodero, frittella). E con la parola “frìtola”, in generale, si intende pure indicare una ragazza allegra, di facili costumi.

La frittura, intesa come metafora per indicare i testicoli, entra invece in scena con il poeta milanese Carlo Porta (Oh quanti parentell han tiraa in pee / per nominà i cojon! Gh’han ditt / … / frittur), secondo l’interpretazione fornita da Dante Isella, il quale – come precisano Boggione e Casalegno – collega la metafora alla consuetudine di friggere le animelle delle bestie macellate. E anche il vocabolo “frittata” viene inteso in senso allegorico come il mescolarsi e intrecciarsi dei sessi, alla pari della frittata che appunto si ottiene mescolando ingredienti diversi.

CONSIGLI DI LETTURA

Per approfondire in maniera seria il tema delle frittura, è utile la lettura del volume Friggere bene, di Giuseppe Capano e Luigi Caricato, edito da Tecniche Nuove

Ecco la nota riportata in quarta di copertina >

Il fritto è buonissimo; il fritto fa male. Ci sono pregiudizi molto radicati intorno a questa tecnica di cottura. Ma tutto sta in come si frigge, con quali grassi, a quali temperature e con quale frequenza si consumano i fritti. Questo libro si propone di sfatare preconcetti molto diffusi e di affrontare con chiarezza, con l’ausilio dei massimi esperti sull’argomento, i temi cardine per ottenere una buona frittura: dai grassi più adatti, agli strumenti più utili, alle temperature di cottura, agli accorgimenti tecnici. Scoprirete così che il grasso migliore per friggere è indiscutibilmente l’olio di oliva, per le sue caratteristiche chimiche e organolettiche, come spiegano i numerosi ricercatori interpellati da Luigi Caricato nella prima parte del libro. Non mancano i consigli per individuare anche nei locali pubblici gli indizi che rivelano i buoni fritti, e una descrizione di come avviene la frittura industriale. La frittura migliore e più sicura resta comunque quella casalinga e lo chef Giuseppe Capano vi accompagna per mano a realizzare a regola d’arte fritti per tutti i gusti.

Questa voce è stata pubblicata in Fritto bene, fritto sano, Visioni. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *