AAA cercasi utilizzatori d’olio

Ho un piccolo campo nel Chianti e a novembre ho raccolto le olive, che erano tantissime. Dunque ho molto olio e mi piacerebbe piazzare l’eccedenza, anche perché non vorrei che una ‘sostanza’ così preziosa andasse perduta”. Ben detto. Ora dunque sappiamo a chi rivolgerci, in caso di necessità. L’olivicoltore in questione è Marco Vichi, colui che ha dato vita al celebre personaggio del commissario Bordelli.

L’appello è di qualche mese fa. Lo scrittore fiorentino – la cui più recente opera narrativa è Buio d’amore, pubblicata in febbraio da Guanda – ha pensato bene di lanciare tale invito sul proprio sito internet, dove compare ancora in home page. Chissà se qualcuno dei suoi lettori ne ha approfittato per gustarne la bontà degli extra vergini chiantigiani. Colpisce intanto, in questo appello, l’eleganza dei modi, e l’attenzione verso la “preziosa sostanza”.

Temo tuttavia che la nuova olivagione 2011 non sarà altrettanto generosa quest’anno. In centro Italia si prevede un raccolto piuttosto esiguo. Vedremo se l’oliveto di Vichi avrà copiosi frutti. Dubito.

Sono tantissimi gli olivicoltori occasionali, quelli con pochi olivi in Italia; i più fortunati riescono a piazzare l’olio a buon prezzo, quando hanno le giuste amicizie o sono sufficientemente conosciuti. In molti casi prevale l’autoconsumo. Spiace dirlo, ma l’olivicoltura condotta da aziende professionali nel nostro Paese si misura su percentuali bassissime, sotto il 5 per cento.

Oggi intanto sono in viaggio verso Trieste, dove, in attesa della sesta edizione di Olio Capitale, modererò un convegno e un talk show sulle denominazioni di origine dell’olio, altra grande opportunità e altra nota dolente, allo stesso tempo, per via della scarsa incidenza delle Dop sui mercati. Occorre agire subito, con una strategia ben precisa. L’obiettivo è fare cultura di prodotto, per qualificare sempre più i consumi. Sì, perché è un gran peccato che una ‘sostanza’ così preziosa possa essere banalizzata dalle insensate offerte sottocosto di alcune, scellerate, catene della disttribuzione organizzata.

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Una risposta a AAA cercasi utilizzatori d’olio

  1. Fausto Delegà scrive:

    Luigi, come sempre non posso che concordare e darti ampia ragione. Forse , anzi sicuramente, l’ho scritto altre volte. Dal mio punto di vista la stessa sorte malaugurata della “preziosa sostanza ” tocca ad un’altro alimento che per me è laicamente sacro come gli oli e.v.: i mieli. Come per gli oli, anche per i mieli, siamo l’unico paese al mondo a poterne produrre più di 50 tipologie, tra monoflora, millefiori vari, e melate, ma la cultura nel nostro paese su questo alimento che accompagna l’uomo dalla preistoria e quasi inesistente. Inoltre, come l’olio di oliva il miele è un perfetto lettore dei terroir, le api sono i vignaioli e gli oliandoli dei fiori e riescono a trasferire nei mieli quello che il grande Prof. Attilio Scienza chiama “dialetti dei terroir”. Grazie per ciò che fai , nel mio piccolo anonimato cerco di prendere esempio e trasferire la stessa battaglia divulgativa come “mielologo”, se così posso dire, parafrasando il tuo adeguato e perfetto “oleologo”. Con stima, sera bella ,Fausto Delegà.

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