C’è voglia di ristoranti oliocentrici

Ricevo con soddisfazione, da Massimo Occhinegro, alcune foto relative a un box immagine appositamente predisposto da VyTA boulangerie italiana, per una iniziativa pensata espressamente allo scopo di mettere in giusta luce l’olio extra vergine di oliva. Davvero una bella idea, che ha coinvolto in questo caso un extra vergine a marchio Nicola Pantaleo. Conosco Massimo ormai da diversi anni, e chi segue il mio blog Olio Officina avrà avuto più volte occasione di leggere i suoi puntuali commenti. Ho deciso così di premiare il suo costante impegno a favore di una sana cultura dell’olio, riservandogli un post proprio per segnalare la giusta strategia comunicativa da seguire negli anni a venire. Obiettivo: sensibilizzare il mondo della ristorazione e condurlo in tutti i modi possibili verso gli oli di qualità.

Potrei non aggiungere altro, se non l’auspicio che questa attenzione per gli oli di qualità sia ben presto imitata su vasta scala, e in tutto il Paese, compreso il Sud Italia, più carente in materia di oli. Non è un caso che abbia in contemporanea con Olio Officina lanciato l’idea dei ristoranti oliocentrici. E’ il caso di segnalarli ogni qual volta si presenta l’occasione.

Lascerei intanto la parola a Massimo Occhinegro. Solo lui, d’altra parte, può spiegarne meglio di tutti l’iniziativa, avendo avuto un ruolo decisivo al riguardo.

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3 risposte a C’è voglia di ristoranti oliocentrici

  1. Siano sempre benvenute simili iniziative. Si avverte un grande bisogno di uscire dal guado. Stiamo vivendo oggi le stesse sensazioni di quando in ristorante si chiedeva “bianco o rosso”? E poi la realtà mutò, per fortuna. Speriamo sia la volta buono per l’olio extra vergine di oliva.
    Complimenti vivissimi per la Nicola Pantaleo e per VyTA Boulangerie italiana.

  2. Giuseppe scrive:

    Rimane anche per me un grande mistero la scarsa considerazione degli oli nei ristoranti, al di la della latitudine geografica. Peggio però considero la scarsa attenzione in cottura che si ha rispetto all’olio in molti ristoranti, il filo conduttore potrebbe sembrare essere quello di risparmiare, a mio avviso invece si tratta di pigrizia professionale e scarsa attenzione ai dettagli. Se pensiamo che con un extravergine di qualità e la sua gigantesca carica aromatica oltre a ridurre le dosi di grassi dei piatti si può migliorare di molto, ma molto più di quello che costa, la qualità finale della ricetta si continua a rimanere sconcertati della desolazione olearia in cucina. E pensare che una volta assaggiati certi extravergini ti rimangono dentro come emozioni incancellabili al palato, come fa un cuoco a non volere trasferire queste emozioni ai suoi piatti?

  3. massimo scrive:

    Caro Luigi, desidero ringraziarti innanzitutto per il tuo post sulla VyTA Boulangerie italiana e naturalmente sui prodotti Pantaleo. Come sai, sono da sempre favorevole alla diffusione della “cultura” dell’olio in generale ed in particolare nella ristorazione giacché rappresenta sicuramente un “volano” per la diffusione della stessa cultura, all’interno delle famiglie. All’estero, dove in pratica si è partiti da zero in quanto l’olio di oliva in genere non rientrava nelle loro abitudini di consumo, lo sviluppo dell’olio extra vergine di oliva , è partito proprio proprio dalla ristorazione. Prima di entrare ed essere accolto con favore all’interno dei grandi supermercati, l’olio era presente nei ristoranti italiani in primis , presenti nei diversi Paesi del mondo. Ecco che allora dobbiamo ripartire da zero anche noi, fare quindi un reset, dimenticando quel che è stato fatto di errato in passato nel nostro Paese; solo così potremmo augurarci che il consumatore finalmente sia in grado di identificare il buon olio extra vergine di oliva e quindi acquistarlo. La strada è ovviamente molto lunga, ma è partendo dalla collaborazione di aziende serie ed attente alla qualità dei piatti, come la Vyta Boulangerie Italiana (che ci ha contattati per aver apprezzato la novità assoluta della nostra monodose oltre che per il suo accattivante e funzionale packaging anche per la qualità finalmente di un olio Italiano contenuto al suo interno), che possiamo sperare in un miglioramento ed una diffusione del mangiare bene. La VyTA Boulangerie Italiana è presente , con il suo bellissimo format di “Lounge bar”, presso le due stazioni ferroviarie più importanti quali Roma e Milano e prossimamente aprirà anche a Napoli e Torino: quale modo migliore per “seminare” la cultura olearia? E’ veramente deprimente e scoraggiante come scrivi, che in molti esercizi di ristorazione che si considerano “di livello” , soprattutto al sud, si trovino degli oli , scaduti, o rancidi, ossidati, o senza etichetta. E’ un grande bene evidenziare tutti quei ristoranti che ci tengono ad inserire degli olii di qualità all’interno dei propri esercizi. Non dico di creare un vero e proprio carrello , sarebbe forse chiedere troppo, ma almeno che presentino “all’avventore” un olio extra vergine di qualità, questo si, che sarebbe auspicabile.

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