Pampasciuni cotti sotto la cenere. Una ghiotta delizia

Si chiamano proprio così: pampasciuni. Sono i bulbi del Muscari comosum, una pianta di cipollotti selvatici. Altrimenti detti lampasciuni, o lampascioni. Ve ne sono anche di coltivati, certo, ma quelli che crescono spontanei hanno ben altri sapori. Avete un buon extra vergine? E allora procedete pure. Vi fornisco la ricetta, semplicissima da eseguire. Con l’olio al seguito, da olive Ogliarola garganica. Ho utilizzato quello prodotto dall’azienda agricola Gramazio, con marchio Masseria al Rodiano.

Si mettono a cuocere i pampasciuni sotto la cenere vicino alla grande fiamma di un fuoco acceso.

Appena cotti si privano della superficie esterna e si condiscono con olio extra vergine di oliva, aceto e sale. Tutto qui.

SAGGIO ASSAGGIO

E’ ottenuto da olive Ogliarola Garganica coltivate nell’oliveto di Rodiano.

Vista > Verde tenue dai rilfessi oro, limpido

Olfatto > E’ un fruttato medio-leggero, vegetale, con richiami alle erbe di campo

Gusto > Vegetale, ha buona fluidità e armonia; è dolce al primo impatto, morbido, con una lieve nota piccante e una lieve percezione amara nel finale

Sensazione retro-olfattiva > Lieve punta piccante in chiusura, con rimandi alla mandorla

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in L'olio entra in ricetta, Saggi Assaggi. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Pampasciuni cotti sotto la cenere. Una ghiotta delizia

  1. Iole scrive:

    Proprio buoni, soprattutto quelli che crescono spontanei nei campi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *