I valori identitari del territorio. Ovvero: “L’evoluzione dell’olio in cucina”

Cosa deve fare un cuoco per valorizzare al meglio gli extra vergini? Partire anzitutto dal territorio. C’è sempre uno stretto legame, intimo e profondo, che unisce saldamente le ricette della tradizione con gli extra vergini ottenuti da olive coltivate nel territorio medesimo. E così, come gli olivi autoctoni sono l’espressione di antichi genotipi che manifestano una perfetta aderenza con l’ambiente originario di partenza, anche le ricette che via via nel tempo sono state elaborate dalla gente nata e vissuta in un determinato luogo si concretizzano in un forte radicamento con il territorio.

Riuscire a coniugare in modo fattivo i prodotti della terra con l’arte culinaria che si è stratificata nei secoli, diventa senza dubbio l’opera migliore che si possa realizzare per dar vita, corpo e senso a una cultura alimentare potentemente fondata sui valori identitari.

Il richiamo al territorio è un bel proposito da portare avanti, e non è mai da sottovalutare, anche perché rende direttamente presente e fruibile tutto ciò che appartiene alla memoria storica di un determinata area.

Gli olivicoltori ci mettono tanto impegno che costa fatica e danaro, spetta ai cuochi, e soltanto a loro, il compito di interpretare al meglio le materie prime del proprio territorio, procedendo senza esitazioni attraverso un sapiente impiego dell’olio extra vergine di oliva, da tutti ormai universalmente ritenuto re incontrastato della tavola.

Da qui il mio libro L’evoluzione dell’olio in cucina, con sottotitolo Guida propedeutica alla scelta, all’acquisto, agli abbinamenti e al corretto impiego degli extra vergini Dop Riviera Ligure.

E’ un testo che si rivolge a tutti gli operatori della ristorazione – cuochi e personale di sala in particolare – per offrire loro preziosi spunti di riflessione, nonchè consigli e indicazioni pratiche su come procedere. Non mancano i suggerimenti, caso per caso, relativi ai più opportuni abbinamenti tra olio e cibo.

A lettura ultimata, emerge un quadro d’insieme originale e pionieristico, sicuramente da perfezionare e da condividere con altri soggetti, ma alquanto essenziale e determinante per essere, al momento, solo un primo, ma decisivo passo in avanti in tale direzione.

I meriti di questo volume spettano tutti al Comune di Lucinasco, alla Regione Liguria, al Consorzio di tutela dell’olio Dop Riviera Ligure e all’Unioncamere regionale.

I vantaggi dopo la lettura del libro? Valgono per tutti.

Il libro citato è un’edizione fuori commercio. Ne ho già scritto nel novembre scorso su Olio Officina > leggi qui.

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4 risposte a I valori identitari del territorio. Ovvero: “L’evoluzione dell’olio in cucina”

  1. Giambattista Mastropierro scrive:

    Complimenti, ottima iniziativa è un modo assai intelligente per promuovere la cultura dell’olio e del territorio di origine. Complimenti anche al consorzio della DOP riviera Ligure e al comune di Lucinasco per la sensibilità mostrata all’iniziativa. Mi sa che la copio!!!

  2. C’è da esprimere un grande complimento al comune di Lucinasco, per la qualificata attenzione posta alla cultura dell’olivo e dell’olio.

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