Olio Officina, la grande attesa per l’evento 2012

Sul mensile “Food & Beverage” di aprile – giornale rivolto al canale Horeca  (hotel, ristoranti, catering) e diretto da Barbara Amati – spazio al progetto “Olio Officina“. L’obiettivo – si legge – è innovare gli impieghi dell’olio in cucina. Si fa accenno anche al Manifesto per il risorgimento dell’olio italiano e alla proposta di creare una nuova denominazione merceologica: il “succo di oliva

 

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8 risposte a Olio Officina, la grande attesa per l’evento 2012

  1. Stefano Pierini scrive:

    Non sono un esperto di olio ma mi occupo di far capire ai cittadini il valore della ruralità e delle produzioni sane e locali. Qualche perplessità sul nome succo ce l’ho perchè il nome extra vergine ormai si sta consolidando anche se poi i prezzi deviano e fanno aumentare la confusione. La territorialità è un ottimo strumento se si riesce a far decollare un sistema di prodotti, abbinamenti, conoscenza delle specificità dei terreni e climi.
    Un’accoglienza in cui l’olio sia il padrone di casa ma sappia dare valore a tutti gli ospiti (altri prodotti) per un pasto tipico di quel luogo. Forse il consumatore poi , ricordando il bel pranzo può essere spinto a ricercare quell’etichetta.Buon lavoro.

  2. In merito alla denominazione “succo d’oliva” credo che ci possono essere dei problemi per il consumatore!!! Questo succo si beve? come quello alla pera, mela, ananas, ecc.? Quello estratto dall’Olivo è un mero CONDIMENTO alimentare. Inoltre, la parola Olio dove va a finire? La mancanza della parola olio è sicuramente fuorviante per il consumatore.
    Potremo pensare invece a “Olio Extravergine Succo d’Oliva” per indicare un olio Artigianale prodotto da azienda che effettua tutta la filiera dalla produzione al confezionamento e con dei requisiti chimici ed organolettici ben definiti. Fatemi sapere cosa ne pensate…..

    • Luigi Caricato scrive:

      Al consumatore svogliato e un po’ asino qualsiasi denominazione sarà spiazzante. La parola olio? Quando è sullo scaffale dove vi sono tutti gli oli non c’è modo di sbagliare: si tratta di o l i o.

      Basta prestare attenzione ai vini. C’è scritto da qualche parte la parola vino in etichetta?
      E’ sufficiente riportare, giusto per fare un esempio, Franciacorta, e non occorre aggiungere altro; oppure Prosecco, e non occorre aggiungere altro. E via elencando…
      Non è così difficile.

      Così per l’olio. Sarebbe per esempio da caldeggare l’idea di scrivere in etichetta: Terra d’Otranto, oppure Garda, oppure, Riviera Ligure, e via a seguire…

      Olio extra vergine di oliva è già un lungo treno di parole, se poi si deve anche aggiungere succo di oliva diventerebbe non più un semplice treno, ma una stazione ferroviaria

      • Lucrezia scrive:

        Ottima, geniale idea, Luigi! Utilizzare il nome del territorio di provenienza di ciascun olio e.v. di oliva in etichetta, renderebbe quest’ultimo sicuramente meno anonimo e più attraente agli occhi del consumatore. Credo lo sarebbe ancor di più che ridenominarlo semplicemente come “succo d’oliva” che, secondo me, con il trascorrere del tempo diventerebbe a sua volta altrettanto anonimo oltre che riduttivo, considerato che, se non erro, in Italia esistono più di cinquecento varietà di olive.
        Credo che il consumatore, invece, sarebbe maggiormente sollecitato ad approfondire la conoscenza delle caratteristiche peculiari di questo o quell’olio semplicemente evidenziadone il territorio di provenienza in etichetta e porbabilmente sarebbe disposto a spendere qualcosa in più, dopo aver trovato il “suo” olio preferito che ha quella determinata provenienza.
        Secondo me, Luigi, la tua idea rappresenta una nuova strada da intraprendere, la giusta via da percorrere, con la competenza e la tenacia che ti contraddistinguono, per consentire all’olio e.v. di oliva di uscire finalmente dall’anonimato che continua ad avvolgerlo, svilendolo.
        Questo sarebbe sicuramente un primo, importante passo che potrebbe costituire la svolta che l’olio e.v. di oliva di qualità attende già da tempo.
        L’avvio di un nuovo trend per favorire il compimento di una scelta migliore da parte del consumatore.
        Lucrezia

        • Maria Adriana Criscione scrive:

          Condivido in toto quanto ha scritto Lucrezia.
          Io sono un’estimatrice dell’olio extra vergine di oliva.
          Fra i consumatori meno informati, ho avuto modo di constatare l’indifferenza in merito alla scelta di acquisto di una bottiglia di olio extravergine di oliva: spesso, a parità di denominazione, scelgono in base al prezzo e non in base alla provenienza e dunque alle sue caratteristiche.
          L’evidenziazione in etichetta del territorio di provenienza per ciascun olio di qualità, credo potrebbe indurre il consumatore ad informarsi di più e ad essere, quindi, maggiormente consapevole al momento dell’acquisto.
          Maria Adriana

  3. lucio l'artigiano dell'olio scrive:

    Condivido “il nuovo corso dell’olio” sono un piccolo produttore Toscano di Pitigliano. abbiamo presentato due oli in purezza ed uno misto con 5 varietà di olive in una enoteca……….quante cose potrei raccontare……abbiamo avuto comunque successo. Sì penso che la definizione di “succo d’oliva” possa essere adatta……..ricordiamoci che noi siamo PRODUTTORI…..NON FABBRICHE DI OLIO……..OGNI CONTRIBUTO SARA’ DATO
    Buon “succo d’oliva” a tutti

    • Luigi Caricato scrive:

      Che grande nostalgia di Pitigliano! E che oli buoni che ho degustato, in tantissime occasioni, soprattutto nel corso delle premiazioni del concorso L’Olivo della Strega.
      Buon succo di oliva, allora

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