Il mangiare slow del contadino cellinese. Ma che bontà, che abbondanza!

Ecco finalmente una dieta come Dio comanda. Con abbondanza di materie prime. Quelle, per intenderci, della nota dieta mediterranea. E’ il mangiare tipico, lento, meditato, da persone capaci di vestire i panni del consumatore consapevole e gaudente. La dieta del contadino non era tuttavia né ricca né varia. A scriverlo è Pietro Caprioli, in un libro di storia locale dedicato a Cellino San Marco.

Cosa mangiavano i contadini di Cellino San Marco? Pane e legumi, prevalentemente.

Pane e cipolla al mattino, verdura  a mezzogiorno, pasta e legumi alla sera, di regola fave o piselli secchi, conditi con pochissimo olio. Tale dieta restava sempre uguale sia durante i mesi invernali, sia in quelli estivi.

Qualche notizia in più sull’olio utilizzato dal contadino di Cellino San Marco? Era ottenuto da olive Ogliarola salentina e, ovviamente, da olive Cellina di Nardò.

Cellina di Nardò è il nome di un’oliva che domina la scena della campagne salentine insieme con la Ogliarola. Nardò è una cittadina dal vastissimo feudo, con tanta storia alle spalle. Dall’oliva Cellina prende il nome, secondo quanto scrive Pietro Caprioli nel volume Da Cerere a Bacco, con sottotitolo Trasformazioni del paesaggio agrario e vita cittadina a Cellino San Marco dalla seconda metà del Settecento ai primi anni del Novecento, libro edito dalla Cantine Due Palme.

Cellino – scrive Caprioli – “trae il suo nome dal frutto dell’albero di ulivo, come raffigurato nel blasone del Comune, in particolare da un’onda nera detta Celina e trasformata, successivamente, dal dialetto locale in Cilina“.

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