Un buon olio della Riviera Ligure in omaggio a Nico Orengo

Oggi ho pensato a Nico Orengo. Per anni ha diretto l’inserto settimanale “TTL” (Tuttolibri), per il quotidiano “La Stampa”. Mi è venuto in mente proprio oggi perché ho trascorso la giornata in Piemonte, una della sue regioni del cuore insieme con la Liguria. Orengo è scomparso il 30 maggio 2009 a Torino, dove era nato nel 1944. Lo ricordo sempre con grande affetto e stima, perché ci ha lasciato romanzi che meritano di essere letti e riletti con grande piacere e soddisfazione. A Saluzzo dove sono stato in veste di relatore alla manifestazione “Ramulivo“, i tanti olivi in esposizione mi hanno ricondotto con il pensiero a uno dei libri più belli di Orengo: Gli spiccioli di Montale. Requiem per un uliveto.

Pubblicato da Einaudi, il libro ha creato non pochi problemi all’autore. Raccontando una storia vera, ha dovuto subìre un processo da cui venne però fuori indenne, seppure  profondamente provato. Gli spiccioli di Montale. Requiem per un uliveto è un libro di denuncia dai toni poetici e toccanti, ambientato in Liguria, nella Piana di Latte, in uno degli ultimi uliveti del Ponente. Il grande nemico di cui si narra è rappresentato da quella indegna umanità dedita alla distruzione del paesaggio, con betoniere pronte a spargere cemento in ogni dove e senza pietà.

Orengo ha testimoniato egregiamente nei suoi libri il proprio amore per la natura. E’ proprio lui ad aver ideato nel 1993, insieme con l’Università di Genova, il Premio Hambury-La Mortala, dedicato allo studio e alla salvaguardia del paesaggio. E oggi, guarda caso, alla mostra-mercato, nonché evento culturale “Ramulivo“, il tema del paesaggio era ricorrente, e non solo, perché ci sono stati due giorni dedicati a un approfondimento sull’olivicoltura delle aree marginali in ambienti al limite estremo. Si è raccontata l’esperienza olearia piemontese; e io stesso sono stato protagonista di una degustazione ragionata di sei oli piemontesi di cui vi riferirò più avanti. Dietro al progetto c’è il lavoro di Antonino De Maria, Emanuela Gaia Forni e Deborah Isocrono – e anche di questo vi riferirò più avanti.

“Ramulivo” nasce da un’idea di Paolo Pejrone, collaboratore storico, tra l’altro, dell’inserto culturale “TTL” con la rubrica “Fiori e giardini”.  Ma non finisce qui: l’occasione “Ramulivo” mi ha permesso di scoprire che anche Paolo Pejrone, tanto apprezzato per i suoi libri sui giardini, è anch’egli produttore d’olio. Ebbene, questa sera sono ritornato tardi e non ho il tempo di soffermarmi sull’olio di Pejrone, per raccontarverlo. Vorrei tuttavia  chiudere questa mia nota presentando, in omaggio a Nico Orengo, un mio saggio assaggio di un olio Dop Riviera Ligure, quale ringraziamento per il coraggioso libro di denuncia e di grande poesia che ci ha lasciato in dono.

SAGGIO ASSAGGIO

L’olio di cui vi faccio menzione l’ho degustato in occasione del banco d’assaggio da me organizzato il 2 dicembre scorso a Milano, nell’ambito della giornata-evento di celebrazione per i cinquant’anni della categoria merceologica “olio extra vergine di oliva”.

Si tratta di un olio Dop “Riviera dei Fiori” imbottigliato in edizione fuori commercio dal Consorzio di tutela dell’olio extra vergine di oliva Dop Riviera Ligure.

Vista > Giallo tenue, limpido

Olfatto > Fruttato leggero vegetale con richiami al carciofo e sentori di mandorla

Gusto > E’ morbido e avvolgente, di buona fluidità e dolce nella sensazione iniziale, con una successiva lieve ed equilibrata nota amara e piccante

Sensazione retro-olfattiva > Persistenza dei toni mandorlati e richiami di frutta bianca

L’abbinamento > con creme di verdure, fritti di zucchini, bolliti di pesce

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4 risposte a Un buon olio della Riviera Ligure in omaggio a Nico Orengo

  1. Iole scrive:

    Tutti i libri di Nico Orengo sono da leggere. E’ poesia pura.
    Iole

  2. Francesco Improta scrive:

    Premetto che non sono un oleologo, anche se apprezzo la bontà di quello che giustamente viene definito “l’oro biondo”, ero, invece, un amico di Nico Orengo, o meglio sono un amico di Nico in quanto gli affetti sinceri non cessano con la morte ma continuano e si consolidano nel ricordo.
    A riprova del suo amore per la natura e per l’ulivo in particolare, pianta emblematica del paesaggio ligure, come risulta anche dagli scritti di Francesco Biamonti, Nico poco prima di morire aveva acquistato in Val Nervia e più precisamente a Isolabona, scenario del suo ultimo romanzo Isolabonita, un uliveto vicino a quello del suo amico e fornitore d’olio Paolo Veziano.
    Un’ultima osservazione a Saluzzo dove viene organizzato Ramoulivo, Nico era di casa in quanto poteva contare su un gruppo folto di amici sinceri, tra cui paolo Pejrone ed Ugo Giletta.

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