Extra vergini italiani in Russia e Cina

Un solo obiettivo: intercettare il gusto dei consumatori. A impegnarsi sui nuovi mercati – completamente vergini, è il caso di dire – ci pensa il Consorzio di garanzia dell’olio extra vergine di qualità.  I Paesi orientali, si sa, fanno gola a tanti, ma non è facile. L’aspetto più complicato consiste nel far percepire e rendere attrattive le nuove sensazioni di gusto. Finora, a far da apripista, è stata la leva delle forti valenze salutistiche degli oli ricavati dall’oliva. Non basta, occorre creare un bisogno che parta dagli aspetti più strettamente legati al piacere della sensorialità e della fruibilità gastronomica di tali oli.

E’ un impegno che coinvolge la Commissione europea, la quale ha da poco approvato un programma triennale per la promozione degli  oli di oliva che sarà realizzato dal Consorzio anzidetto; e così, per tale Consorzio, dopo la positiva e pioneristica attività tuttora in corso in India, si apre lo scenaio di grandi nuovi mercati, in Russia e Cina.

Elia Fiorillo, il presidente del Consorzio, è soddisfatto, ma cauto: “così come per l’India – ha precisato – non mancheranno barriere culturali da superare”.

La linea della prudenza dovrebbebbe essere qiella che fa conseguire nel tempo maggiori risultati.

”Valuteremo con i nostri esperti – ha aggiunto Fiorillo – se è il caso di proseguire con il taglio nutrizionale e salutista che è stato utilizzato nel corso della campagna di promozione in India”.

Si aprono intanto nuove vie di comunicazione, nuovi canoni espressivi: “penso per esempio al gusto e alla moda, così come alla bellezza e alla forma fisica”.

L’investimento previsto per il programma, che avrà durata triennale, è di 3 milioni e 500 mila euro complessivi (circa 1mln e 200 annui) sostenuti per il 50% dall’Unione Europea, per il 20% dal Ministero delle politiche agricole e per il restante 30% dal Consorzio.

Il presidente del Consorzio è fiducioso: “dinanzi alla seduzione sensoriale di un olio extra vergine di oliva di alta qualità, non c’è palato che tenga: le fragranze che si percepiscono all’assaggio stimolano sempre un effetto sorpresa nei consumatori, e proprio per questo abbiamo scelto la degustazione comparata quale leva comunicativa in tutte le azioni promozionali che da qui in avanti effettueremo”.

Vedremo cosa ne verrà fuori. L’ingresso nei nuovi mercati non è mai facile. Non dimenticate che solo fino a trent’anni fa nel Nord Italia l’olio ricavato dalle olive non era tra i grassi più graditi dal consumatore. Come  al solito le difficoltà sono tutte nel far accettare le intense note aromatiche e gustative degli oli extra vergini di oliva. Chi ha sempre utilizzato oli di semi incolori, inodori e insapori, di fronte a un extra vergine rimane spiazzato. Figuriamoci in Paesi lontanissimi per cultura e approccio al nostro stile alimentare. Perciò, vadano i migliori auguri al Consorzio di cui è presidente Elia Fiorillo e direttore Mauro Meloni. Individuare la straegia giusta, significa gaudagnare il consenso di domani.

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Una risposta a Extra vergini italiani in Russia e Cina

  1. C’è un grande bisogno di fare promozione attiva anche in Italia. Anche se i consumi sono ben strutturati, il consumatore si affida solo ed esclusivamente al prezzo. Mancano le basi di una pur minima conoscenza del prodotto. Forse bisognerebbe agire in Italia con la medesima cura e attenzione con cui ci si rivolge ai nuovi mercati. Che ne dite?

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